Oggi, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, si è recato in Alaska per un vertice cruciale con il presidente della Russia, Vladimir Putin. Al centro dell’incontro, definito dallo stesso Trump “ad alto rischio”, c’è la ricerca di un cessate il fuoco in Ucraina, nel tentativo di porre fine alla guerra più sanguinosa in Europa dai tempi della Seconda guerra mondiale. Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, che non è stato invitato ai colloqui, si è detto fortemente preoccupato della possibilità che Trump possa compromettere gli interessi di Kiev congelando il conflitto e riconoscendo, anche solo informalmente, il controllo russo su circa un quinto del territorio ucraino.
Mentre saliva a bordo del suo Air Force One, Trump ha cercato di rassicurare Zelensky e i suoi alleati europei: “Non sono qui per negoziare al posto dell’Ucraina. Il mio compito è riunire Zelensky e Putin a un tavolo”. L’incontro tra Trump e Putin è previsto per le 21:30 ora italiana (12:30 ora locale) e si terrà nella base militare di Elmendorf-Richardson, dove vengono ospitati circa 5.000 soldati americani. La base di Elmendorf-Richardson è risalente all’epoca della Guerra Fredda ed è situata nei pressi di Anchorage, la città più grande dell’Alaska. Si tratta del primo faccia a faccia tra Trump e Putin da quando il presidente newyorkese ha avviato il suo secondo mandato.
Trump ha più volte promesso di porre fine rapidamente alla guerra in Ucraina, da lui definita un “bagno di sangue”, e ora punta a ottenere un cessate il fuoco per rafforzare la propria immagine di pacificatore globale. Un profilo che potrebbe perfino rafforzare le sue ambizioni di candidatura al Premio Nobel per la Pace.

Fuori dall’isolamento occidentale
Per Vladimir Putin, la sola partecipazione al vertice rappresenta già una vittoria. Dopo anni di isolamento da parte dell’Occidente, il presidente russo può presentare questo incontro come la prova che Mosca è tornata ad occupare un posto al tavolo della diplomazia internazionale. Secondo Kirill Dmitriev, l’inviato speciale russo, l’atmosfera che anticipa il summit è tesa, ma aperta a possibilità concrete. “Si parlerà non solo dell’Ucraina, ma anche dell’intero spettro delle relazioni bilaterali”, ha riferito a RIA Novosti, un’agenzia di stampa russa.
Trump, che in passato aveva promesso di risolvere il conflitto ucraino in 24 ore, ha ammesso che il compito si è rivelato più arduo del previsto. Tuttavia, ha dichiarato che, se i colloqui con Putin daranno esiti positivi, l’organizzazione di un secondo vertice a tre con Zelensky sarà il passo successivo e persino “più importante”. Il Cremlino, tramite il portavoce Dmitrj Peskov, ha confermato la disponibilità a un incontro trilaterale, qualora i negoziati in Alaska dovessero fare progressi. L’incontro tra Trump e Putin, secondo Peskov, potrebbe durare dalle sei alle sette ore, con sessioni a porte chiuse, in cui i due leader avranno l’occasione di confrontarsi con i loro collaboratori.

Starmer accoglie Zelensky a Londra
Nel frattempo, Zelensky ha ribadito che il vertice in Alaska deve aprire la strada a una “pace giusta”, pur sottolineando che la Russia continua a colpire l’Ucraina anche durante i colloqui. Venerdì, un missile balistico russo ha colpito la regione di Dnipropetrovsk, uccidendo una persona e ferendone un’altra. “È ora di porre fine alla guerra. La Russia deve fare la sua parte. Contiamo sull’America”, ha scritto Zelensky su Telegram.
Ieri, il presidente ucraino è stato ricevuto a Londra dal primo ministro britannico, Keir Starmer, per una colazione privata. Secondo una nota diffusa da Downing Street, l’incontro ha voluto lanciare “un forte segnale di unità e determinazione” alla vigilia del vertice tra Trump e Putin. Entrambi i leader hanno convenuto che l’incontro in Alaska rappresenta “una concreta opportunità di progresso”, ma solo se Putin dimostrerà di voler seriamente lavorare per la pace.

“Un tipo intelligente”
Trump ha detto di avere con Putin un rapporto basato sul rispetto reciproco. “È un tipo intelligente, fa questo lavoro da molto tempo, come me”, ha affermato. Ha anche accolto con favore la presenza di una delegazione di imprenditori russi in Alaska, pur precisando che “non si faranno affari finché la guerra non sarà risolta”. Ha poi avvertito Mosca di “gravi conseguenze economiche” in caso di fallimento del vertice.
Secondo fonti vicine al Cremlino, Putin potrebbe essere pronto a valutare un compromesso. Con un’economia di guerra sotto pressione e sanzioni sempre più pesanti, Mosca potrebbe essere disposta ad accettare un congelamento del conflitto lungo le attuali linee del fronte, in cambio di garanzie legali sul non allargamento della NATO e un allentamento delle sanzioni occidentali. La NATO, tuttavia, ha ribadito con forza che il futuro dell’Ucraina resta all’interno dell’Alleanza.
Putin propone un accordo sugli armamenti nucleari
Nel tentativo di attrarre l’interesse di Washington, Putin ha proposto un nuovo accordo sul controllo degli armamenti nucleari, che andrebbe a sostituire l’ultimo trattato rimasto in vigore e destinato a scadere a febbraio. Una fonte anonima vicina al Cremlino ha affermato che le due parti sono riuscite a trovare un terreno comune. “Ci sono alcuni termini che potrebbero essere concordati. In questo momento, non possiamo permetterci di dire no a Trump, soprattutto a causa delle sanzioni”.
Il trattato in questione, denominato New START, è stato firmato nel 2010 dall’allora presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, e dall’ex presidente russo, Dimitrij Medvedev, e si prefigge il compito di ridurre del 30% il limite di testate nucleari fissato dal precedente accordo, SORT. Nel 2023, nel corso della guerra in Ucraina, Putin ha confermato la sospensione del trattato, pur non ritirandosi dall’accordo.
Secondo quanto è stato riportato dall’agenzia statale TASS, il presidente russo ha incontrato alti funzionari e membri della leadership russa, in vista del vertice in Alaska. Durante una riunione tenutasi al Cremlino, Putin ha dichiarato di voler aggiornare i presenti sullo stato delle trattative con gli Stati Uniti riguardo all’Ucraina, nonché sui contatti bilaterali con Kiev. “Vorrei informarvi sui progressi con l’attuale amministrazione americana, che, come tutti sanno, sta compiendo, a mio avviso, sforzi piuttosto energici e sinceri per fermare i combattimenti, risolvere la crisi e raggiungere accordi che possano essere nell’interesse di tutte le parti coinvolte nel conflitto”, ha affermato il presidente russo.

Compromesso all’orizzonte?
Tra le ipotesi di compromesso circolate, si parla di una tregua parziale, ad esempio nella guerra aerea, oppure di un cessate il fuoco graduale, soggetto a verifiche. Ma Zelensky resta scettico e accusa Putin di voler guadagnare tempo per sfuggire a nuove sanzioni. “L’Ucraina non cederà formalmente alcun territorio”, ha ribadito il presidente ucraino. Kiev richiede garanzie di sicurezza vincolanti da parte degli Stati Uniti, ma resta da chiarire come queste potrebbero funzionare e quale ruolo concreto avranno Washington e la NATO nel nuovo equilibrio geopolitico.
Nel cuore di Kiev, intanto, la popolazione ucraina ha l’umore sotto i piedi. “Da lì non verrà nulla di buono. La guerra è guerra, e non finirà così. Non daremo territori a nessuno”, ha detto Tetiana Harkavenko, 65 anni, cittadina ucraina.