Una piccola petroliera iraniana sarebbe stata colpita da quattro missili statunitensi nelle acque nei pressi dell’isola di Kharg, nel Golfo Persico. Lo riferiscono i media iraniani, dopo che nella zona sono state segnalate diverse esplosioni. Al momento, non sono disponibili conferme indipendenti sull’entità dei danni o su eventuali vittime.
L’episodio si inserisce nella nuova fase di escalation tra Washington e Teheran, con lo Stretto di Hormuz sempre più al centro dello scontro. Negli ultimi giorni le forze statunitensi hanno intensificato le operazioni contro obiettivi iraniani e sono state segnalate anche azioni contro petroliere iraniane.
Donald Trump ha intanto lanciato un nuovo avvertimento all’Iran, sostenendo che, se Teheran non agirà con “intelligenza”, gli Stati Uniti potrebbero contribuire a rendere lo Stretto di Hormuz sempre meno indispensabile. Il presidente americano ha indicato nella costruzione e nell’ampliamento di nuove infrastrutture energetiche, compresi gli oleodotti, una possibile alternativa alle rotte attraverso il Golfo.
Hormuz rappresenta infatti uno dei principali chokepoint energetici mondiali. La crisi sta spingendo governi e operatori energetici a valutare rotte alternative per ridurre la dipendenza dal passaggio marittimo.
Da Teheran arriva però una risposta altrettanto netta: le autorità iraniane hanno avvertito che, ovunque venga percepita una minaccia, l’Iran potrebbe condurre operazioni preventive.
Il rischio è che il confronto sullo Stretto non riguardi più soltanto la libertà di navigazione, ma la stessa architettura del Golfo Persico. E in questo scenario, l’isola di Kharg – principale hub iraniano per le esportazioni petrolifere – assume un peso strategico ancora maggiore.