Donald Trump apre un nuovo fronte nella crisi con l’Iran, puntando tutto sull’arma dell’isolamento economico. L’obiettivo della Casa Bianca è soffocare finanziariamente Teheran per sbloccare lo stallo strategico nello Stretto di Hormuz e piegare la resistenza nemica.
Ma l’avvertimento del tycoon non si ferma alla Repubblica Islamica: le conseguenze economiche colpiranno anche qualunque Paese o istituzione che tenterà di offrire a Teheran una via di fuga.
Definito da Trump come un vero e proprio “D-Day economico“, il nuovo piano punta a soffocare finanziariamente Teheran attraverso un’ondata di sanzioni di secondo livello. L’obiettivo dichiarato dalla Casa Bianca è la paralisi del sistema bancario e logistico iraniano, prosciugando le entrate derivanti dalle esportazioni energetiche e bloccando le reti usate per aggirare i divieti commerciali.
L’avvertimento di Washington valica però i confini iraniani, minacciando ritorsioni immediate contro qualsiasi Paese terzo — tra cui gli uffici di cambio e le istituzioni finanziarie dei Paesi del Golfo o le raffinerie cinesi — che continui a fare affari con il regime o a fornirgli valuta e rotte d’accesso ai mercati.