Siria: convoglio di aiuti a Suwayda, ma la situazione umanitaria è disastrosa

Un convoglio di aiuti umanitari ha raggiunto la provincia siriana di Suwayda, mentre le Nazioni Unite avvertono che la situazione umanitaria resta grave, a causa dei violenti scontri della scorsa settimana, che hanno causato la morte di oltre 250 persone e lo sfollamento di oltre 176.000 civili.

Scontri tra le forze governative e la minoranza drusa

Gli scontri, iniziati il 13 luglio e durati per una settimana, hanno visto contrapposti inizialmente combattenti drusi e tribù beduine sunnite. Successivamente, secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani (SOHR) e numerosi testimoni, le forze governative siriane si sono unite ai combattimenti, schierandosi al fianco dei gruppi armati beduini. Il conflitto ha provocato gravi danni alle infrastrutture essenziali, con interruzioni dell’elettricità e dell’approvvigionamento idrico, oltre a gravi carenze di cibo, carburante e medicinali.

Primo convoglio umanitario a Suwayda

Lunedì, la televisione di Stato siriana ha annunciato l’arrivo di un convoglio nella provincia. Le immagini mostrano l’ingresso di 27 camion carichi di aiuti, contenenti 200 tonnellate di farina, 2.000 kit di ricovero, 1.000 cesti alimentari, forniture mediche e altri beni di prima necessità. Secondo SANA, l’agenzia di stampa statale, l’operazione è frutto della cooperazione tra organizzazioni internazionali, il governo siriano e la comunità locale.

Fonte: AA

ONU: “Situazione ancora critica”

Nonostante il cessate il fuoco stia reggendo, l’Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari (OCHA) ha avvertito che la situazione umanitaria a Suwayda “rimane critica”, a causa dell’instabilità persistente e delle ostilità non del tutto spente. “L’accesso umanitario è ancora fortemente limitato, per via di ostacoli burocratici, insicurezza e altre restrizioni, e questo impedisce la valutazione completa dei bisogni e la formulazione di una risposta umanitaria su larga scala”, ha dichiarato l’OCHA in un comunicato.

Proteste

Il sito di notizie locale Suwayda24 ha segnalato che i bisogni umanitari nella provincia sono “urgenti” e ha documentato proteste in diverse località, dove la popolazione ha chiesto un incremento immediato degli aiuti. Domenica, lo stesso media ha pubblicato un appello da parte di gruppi civili e organizzazioni umanitarie locali, denunciando la presenza di una “catastrofe umanitaria” e di un “assedio soffocante e in continuo peggioramento imposto dalle autorità”, che starebbe ostacolando l’ingresso di beni di prima necessità.

Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani, le forze governative presidiano diverse aree della provincia, ma la chiusura dell’autostrada Suwayda-Damasco da parte delle milizie filogovernative ha impedito l’ingresso regolare degli aiuti. Tuttavia, il governatore di Suwayda, Mustafa al-Bakkur, ha smentito tali affermazioni, dichiarando che “i convogli di aiuti entrano normalmente nella provincia” e che “le strade non sono ostruite”.

Fonte: Viory

Intervento militare israeliano

Nel corso degli scontri, Israele ha condotto attacchi aerei contro l’edificio del Ministero della Difesa a Damasco e contro le forze governative siriane nella provincia di Suwayda, dichiarando di voler proteggere la comunità drusa.

Questi attacchi hanno provocato una reazione internazionale: il presidente russo, Vladimir Putin, ha ribadito l’importanza del rispetto dell’integrità territoriale della Siria durante una telefonata con il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu. Putin, storico alleato dell’ex presidente siriano, Bashar al-Assad, ha sottolineato che la stabilità politica in Siria deve passare dal riconoscimento degli interessi di tutti i gruppi etnici e religiosi del Paese.

Foto di Firas Maksedi/Reuters

Anche la Turchia ha espresso preoccupazione. Il viceministro degli Esteri turco, Nuh Yilmaz, dopo aver preso la parola al Consiglio di Sicurezza dell’ONU, ha chiesto una de-escalation e la fine degli attacchi israeliani, affermando che è necessario sostenere gli sforzi del governo siriano per riportare la calma a Suwayda e tutelare la popolazione civile.

“Il disprezzo di Israele per la legge internazionale, per l’ordine e per la sovranità statale ha raggiunto nuovi livelli con i recenti attacchi al complesso presidenziale e al Ministero della Difesa”, ha dichiarato Yilmaz. “La situazione si è parzialmente stabilizzata grazie ai nostri sforzi congiunti con gli Stati Uniti e altri Paesi”.

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