Russia e attacco all’Europa: tra l’allarme sui droni e una guerra ibrida già in corso

La notizia di un possibile attacco russo dal Mediterraneo contro Italia, Francia e Spagna ha riacceso il dibattito sulla sicurezza europea. Ma tra un’ipotesi non confermata e una minaccia già documentata c’è una differenza importante: il fronte cyber e ibrido è già una realtà presente in Europa.

EL MUNDO | La notizia arrivata il 24 settembre sul possibile attacco russo all’Europa attraverso droni lanciati dal mare ha inevitabilmente attirato l’attenzione. Secondo quanto riportato da El Mundo e rilanciato dall’ANSA, informazioni attribuite ai servizi statunitensi avrebbero indicato una possibile preparazione russa contro Paesi mediterranei come Italia, Francia e Spagna. L’ipotesi descritta è quella dell’impiego di droni Gerbera trasportati da navi mercantili e successivamente lanciati dal mare.

Crosetto: “Non mettere benzina sul fuoco, situazione già delicata in Europa”

Il ministro della Difesa italiano Guido Crosetto ha smentito l’esistenza di un alert operativo relativo a possibili attacchi russi contro Italia, Francia e Spagna. Anche fonti qualificate citate dall’ANSA hanno riferito che non risultavano comunicazioni di questo tipo ai livelli operativo, diplomatico o dell’intelligence italiani. 

La stessa Commissione europea ha precisato di non essere a conoscenza di uno specifico allarme relativo a un attacco con droni contro i tre Paesi mediterranei. Bruxelles, tuttavia, ha inserito la vicenda in un quadro più ampio: lo spazio aereo europeo viene messo alla prova e gli Stati membri sono già interessati da diverse forme di attività ibride. 

Russia e attacco all’Europa: la geopolitica del cyberspazio russo

La domanda non dovrebbe essere soltanto se la Russia stia preparando un attacco militare contro Italia, Francia o Spagna. La questione più ampia riguarda il tipo di pressione che Mosca esercita già da tempo nei confronti dell’Europa. Ed è qui che entra in gioco il cyberspazio.

Il Consiglio dell’Unione europea ha denunciato nel luglio 2026 attività informatiche russe contro l’UE e i suoi Stati membri, parlando di campagne che hanno incluso infiltrazioni di reti governative e sabotaggio di infrastrutture critiche. Nella stessa dichiarazione europea vengono citati episodi che hanno interessato, tra gli altri, Francia, Germania, Polonia, Cipro, Paesi Bassi, Austria, Slovacchia, Romania e Finlandia.

Questo significa che, quando si parla di Russia e attacco all’Europa, non è necessario immaginare esclusivamente missili, navi o droni. Una parte dello scontro è già avvenuta e continua a svolgersi attraverso computer, reti informatiche, infrastrutture digitali e sistemi strategici.

Germania: allarme droni all’aeroporto di Berlino

La sera del 23 settembre un drone è stato avvistato all’aeroporto di Berlino-Brandeburgo (BER). L’avvistamento ha portato alla sospensione temporanea delle operazioni: lo spazio aereo è rimasto chiuso per circa 45 minuti e alcuni voli sono stati dirottati verso Dresda. La polizia tedesca, tuttavia, non ha trovato il drone e non è stato stabilito pubblicamente chi lo abbia fatto volare né quale fosse la sua finalità. 

Polonia: l’incendio alla stazione Starlink

In Polonia la situazione è ancora diversa. Nella serata del 23 settembre un incendio ha interessato una stazione terrestre di Starlink a Wola Krobowska, nella regione della Masovia, a circa 40 chilometri da Varsavia. L’incendio ha danneggiato l’alimentazione elettrica e un generatore della struttura, che svolge un ruolo importante per le comunicazioni satellitari nella regione e per la connettività utilizzata anche dall’Ucraina. 

Moldavia: quattro droni russi nello spazio aereo

Ancora più vicino al teatro della guerra è quanto avvenuto in Moldavia. Il 24 settembre la presidente Maia Sandu ha denunciato l’ingresso di quattro droni russi nello spazio aereo moldavo durante una nuova ondata di attacchi russi contro l’Ucraina. Secondo Sandu, almeno uno dei droni è esploso nel nord del Paese.

La Moldavia non è membro della NATO e il suo territorio si trova direttamente accanto all’Ucraina. Per questo un episodio di sconfinamento dello spazio aereo moldavo ha una natura diversa rispetto a un eventuale attacco deliberato contro un Paese dell’Alleanza Atlantica.

Sembra che la Russia stia cercando di bussare alle porte dell’Europa e dei Paesi NATO che hanno offerto aiuto militare e sanitario all’Ucraina, ma la conferma di un attacco è ancora lontana. È questa, probabilmente, la chiave con cui leggere le notizie delle ultime ore. Non siamo davanti alla certezza di un attacco russo imminente contro Italia, Francia o Spagna. Siamo invece davanti a un quadro di crescente pressione sulla sicurezza europea, nel quale droni, sabotaggi, violazioni dello spazio aereo e attacchi informatici fanno ormai parte dello scenario con cui governi e istituzioni devono confrontarsi.

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