Keir Starmer: pronti a riconoscere lo stato di Palestina

Il Regno Unito si appresta a compiere uno dei passaggi diplomatici più significativi della sua storia recente: il riconoscimento formale dello Stato di Palestina, previsto per settembre, a meno che il governo israeliano non compia passi concreti verso il cessate il fuoco a Gaza e l’avvio di una pace di lungo periodo basata sulla soluzione dei due Stati.

Le dichiarazioni di Starmer

Sembrano mirare ad un cessate il fuoco attraverso un “compromesso” diplomatico. Sono queste le intenzioni della Gran Bretagna e del Primo Ministro Starmer che, alla luce dei risvolti critici nella Striscia di Gaza, ha deciso di riconoscere lo Stato di Palestina se non si dovesse raggiungere ad un accordo con l’Israele.

(Il Messaggero)

La scelta britannica, che segue settimane di crescenti pressioni interne e internazionali, sancisce un netto cambio di rotta. La posizione di Starmer prevede che il riconoscimento di uno Stato palestinese venga ritirato solo se Israele interromperà le operazioni militari, accetterà un cessate il fuoco duraturo e si impegnerà a non annetterei territori della Cisgiordania.

Cosa accadrebbe se venisse riconosciuto lo stato di Palestina?

Sicuramente se il Regno Unito riconoscesse lo stato di Palestina i rapporti internazionali tra Tel Aviv e l’Inghilterra si farebbero più tesi, rischiando di rompere accordi commerciali ed economici.

Sul fronte negoziale, sembrerebbe come una ricompensa per Hamas, e questo andrebbe ad irrigidire ancora di più l’Israele, allontanandolo dal raggiungimento di un cessate il fuoco.

Con il riconoscimento della Palestina, Londra mira non solo a rispondere alle pressioni della società civile e dei suoi alleati europei, ma anche a rilanciare una soluzione equa e sostenibile al lungo conflitto israelo-palestinese.

Settembre sembrerà essere dunque uno dei mesi di svolta storica, che gli occhi indiscreti dei Paesi Europei continueranno a seguire per raggiungere ad un cambiamento drastico della situazione interna nel Medio Oriente.

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