Guerra Ucraina: evacuazione forzata a Kramatorsk a causa dei droni russi

Dopo l’escalation dei raid russi sul territorio ucraino della scorsa notte, la guerra tra la Russia e Ucraina non dà alcun segno di retrocedere verso un accordo.

L’escalation militare nell’Ucraina orientale ha spinto le autorità locali ad adottare misure d’emergenza per proteggere la popolazione civile.

Di fronte all’intensificarsi dei bombardamenti russi e alla rapida avanzata delle truppe di Mosca nelle vicinanze, il governatore della regione di Donetsk, Vadym Filashkin, ha ordinato l’evacuazione forzata di 525 bambini e dei loro tutori dalla città fortificata di Kramatorsk, definendo la scelta come “una decisione difficile ma necessaria” di fronte all’inaccettabile minaccia quotidiana per i minori.

Nel frattempo, l’allarme internazionale cresce a seguito delle rivelazioni riportate da Reuters circa il dispiegamento di un’unità missilistica nordcoreana nella Russia occidentale, la quale potrebbe essere presto equipaggiata con sei lanciatori e 120 missili balistici pronti a essere impiegati contro il territorio ucraino.

Le dichiarazioni del Presidente dell’Ucraina Zelensky

La tragedia si estende drammaticamente anche al nord del Paese: la regione di Kiev si prepara infatti a osservare una giornata di lutto ufficiale a seguito del “massiccio attacco russo” reso noto dal capo dell’amministrazione militare regionale, Tymur Tkachenko. Il bilancio provvisorio denunciato dal presidente Volodymyr Zelensky attesta la gravità del raid, con un computo di almeno 17 morti e 44 feriti. Di fronte a questo nuovo massacro, il leader ucraino ha lanciato un duro monito agli alleati occidentali, rimarcando come i ritardi o le esitazioni nella fornitura dei necessari sistemi di difesa antiaerea portino in modo diretto e drammatico a perdite umane e distruzioni sempre più terribili.

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