Economia e società, diversità e inclusione nelle imprese

Nel libro Side By Side di Filippo Poletti

Sono oltre venticinque le testimonianze di persone impegnate nella ricerca oppure nelle università italiane, operatori del mondo dell’associazionismo, lavoratori di grandi aziende internazionali raccolte nel volume Side By Side: oltre la diversità, creare unicità e valore nelle aziende e per le istituzioni, scritto da Filippo Poletti – editore Ultra di Lit Edizioni – pagg. 190 – euro 17,50. Side By Side vuole proporre al lettore un approccio rivoluzionario relativo alle tematiche di diversity & inclusion. Ed è chiaro l’obiettivo del messaggio: promuovere una sana discussione sulla parità di genere sia nelle aziende sia nelle istituzioni. È un argomento che spesso si affronta quotidianamente, specialmente in questo momento storico, dove lavoro e occupazione vivono cambiamenti epocali. E questa rivoluzione è la conseguenza principale del cambio di paradigma del XXI secolo e della pandemia del Covid-19, che hanno costretto imprese e cittadini a ripensare modelli sociali di vita, stravolgendo economia e occupazione.  

I capitoli del libro

Sono quattro capitoli a suddividere il libro nel quale si affrontano in maniera compiuta queste specifiche tematiche: come promuovere la parità di genere; come valorizzare le diverse abilità; come realizzare l’inserimento lavorativo dei detenuti; come sviluppare il dialogo intergenerazionale. Conviene ricordare che per ogni capitolo non può mancare una parte dedicata alle riflessioni relative all’argomento proposto, senza tralasciare un’intervista a un professionista competente in quel settore specifico.

Generazioni a confronto

Diversità e inclusione sono tematiche ricorrenti in Side By Side perché sollevano una costante riflessione sull’attuale situazione sociale ed economica vissuta dalle imprese e dall’occupazione. È utile ricordare il capitolo dedicato a “come sviluppare il dialogo intergenerazionale” perché si sofferma ad analizzare le differenze delle generazioni dei lavoratori (Baby Boomers, Generazione X, Millennials e Generazione Z). E questa analisi coinvolge il lettore nel mondo del lavoro dove le differenze di generazione devono essere considerate un valore aggiunto, al fine di aumentare produttività e condizioni di lavoro sociali da condividere in un afflato generale. E questa particolarità è fondamentale per appassionare i lavoratori a raggiungere un chiaro obiettivo: maggiore interscambio culturale.

Il lavoro come riabilitazione dei detenuti

Non può passare in secondo piano il capitolo dedicato a “come realizzare l’inserimento lavorativo dei detenuti” che vuole sollevare l’attenzione su un grande problema italiano che raramente ha trovato una piena soluzione come previsto dalla Costituzione all’articolo 27, quarto comma dove «il comma 4 dell’art. 27 contiene il principio della finalità rieducativa della pena: le pene non devono tendere solamente a punire chi si è reso colpevole di un reato, ma, se possibile, devono mirare anche alla sua rieducazione favorendone il reinserimento nella società». E su questo argomento arriva puntuale la denuncia di Flavia Filippi, fondatrice e presidente dell’associazione “Seconda Chance”. «Nel caos assoluto – commenta nel libro Flavia Filippi – che travolge il pianeta carceri, con un sovraffollamento che sembra impossibile da risolvere, con i tanti suicidi messi in atto e i tantissimi sventati dall’intervento di compagni di cella e poliziotti, con il dolore, la noia, le rivolte, le grida, la sensazione di perenne abbandono sperimentata da migliaia di ristretti, sembra impossibile che una soluzione esista». E dopo questo grido d’allarme sul sistema carcerario italiano prosegue Flavia Filippi nel raccontare una serie di iniziative sociali ed economiche studiate ad hoc per i detenuti, proprio per favorire l’inserimento nel mondo del lavoro con sfaccettature di notevole interesse da conoscere e da comprendere per capire quanto sia importante recuperare i detenuti e che ruolo svolge il lavoro come educazione riabilitativa. All’interno del capitolo non mancano le diverse testimonianze di aziende e di manager.   

Francesco Fravolini  

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