Il vertice straordinario convocato oggi a Doha ha visto l’espressione all’unanimità di pieno sostegno politico e diplomatico al Qatar da parte dei leader arabo-islamici presenti. Questo appuntamento è stato indetto dopo il recente attacco aereo israeliano contro una sede di Hamas nella capitale del ricco paese del Golfo.
Secondo quanto riferito dalla tv al Jazeera, il documento in via di definizione al vertice contiene il punto fondamentale di rafforzare l’unità arabo-islamica nelle organizzazioni internazionali, mirato a contrastare le azioni israeliane percepite come aggressive e provocatorie.
Il Qatar aveva precedentemente invitato la comunità internazionale a imporre sanzioni contro Israele, accusandolo di crimini e di aver sabotato i negoziati di pace. In questo contesto, gli altri leader arabi hanno stretto una sorta di quadrato solidale intorno a Doha, con l’Egitto che ha dispiegato propri aerei per sorvegliare la riunione e coinvolto anche la Turchia in un’azione congiunta di supporto.
Nel frattempo, la tensione sul terreno a Gaza continua a crescere: centinaia di carri armati israeliani sono schierati pronti a entrare nella Striscia. Solo oggi, almeno 25 persone hanno perso la vita a seguito degli scontri e bombardamenti.
Sul fronte opposto, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha sottolineato durante una conferenza stampa con il segretario di Stato Usa Marco Rubio, appena arrivato in Israele, che “il presidente Trump è il migliore amico che Israele abbia mai avuto“. Netanyahu ha ribadito il ringraziamento per l’incondizionato sostegno degli Stati Uniti nel diritto di Israele a difendersi, confermando che l’alleanza tra i due Paesi resterà solida anche in futuro.
A sua volta, Marco Rubio ha affermato che Hamas deve essere “eliminato” e che gli ostaggi detenuti devono essere liberati “immediatamente”. Le dichiarazioni sono state rilasciate a Gerusalemme, dopo un incontro con Netanyahu e altri ministri israeliani.
Il vertice di Doha e la risposta militare israeliana mostrano una crisi in rapido evolversi, con forti polarizzazioni e un futuro incerto sulla stabilità regionale.