Raid israeliano in Qatar: colpiti alti funzionari di Hamas nel corso dei negoziati

Un attacco aereo condotto da Israele ha colpito la capitale del Qatar, Doha, prendendo di mira alti funzionari di Hamas riuniti in una zona residenziale del quartiere turistico di Katara. Tra gli obiettivi figurava anche il capo negoziatore del gruppo islamista, coinvolto nei delicati colloqui per un cessate il fuoco a Gaza.

Secondo alcune fonti di Hamas, citate da Al Jazeera, il raid ha colpito una delegazione impegnata in una riunione diplomatica. Sei persone sono rimaste uccise, tra cui il figlio del leader in esilio Khalil al-Hayya, ma i vertici del gruppo, incluso il team negoziale, sarebbero sopravvissuti.

Doha nel panico

L’attacco, avvenuto in pieno giorno, ha seminato il panico tra i residenti e i turisti. Le immagini circolate sui social media e nei media locali mostrano una densa colonna di fumo levarsi dal cielo di Doha, tra sirene spiegate ed esplosioni.

Fonte: UGC tramite AP

Il Qatar ha condannato con fermezza l’operazione, definendola una “palese violazione del diritto internazionale” e della propria sovranità nazionale. Anche il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha espresso preoccupazione, allineandosi con la posizione qatariota. La Turchia, da parte sua, ha accusato Israele di adottare “il terrorismo come politica di Stato”.

Il giudizio di Netanyahu

L’attacco su Doha è avvenuto poche ore dopo che Israele aveva ordinato l’evacuazione totale della popolazione di Gaza City, annunciando una nuova offensiva contro quella che definisce l’ultima roccaforte di Hamas. Centinaia di migliaia di civili vivono nell’area in condizioni di grave emergenza umanitaria.

Israele ha giustificato l’attacco a Doha come una risposta diretta alla sparatoria di lunedì a Gerusalemme, rivendicata da Hamas, nella quale sono morti sei israeliani. Il premier Benjamin Netanyahu ha rivendicato l’azione con parole decise: “L’operazione contro i capi terroristi di Hamas è stata un’iniziativa esclusivamente israeliana. Israele l’ha ideata, condotta e se ne assume la piena responsabilità”.

Palestinian gunmen kill six at Jerusalem bus stop | Reuters
Foto di Ronen Zvulun/Reuters

Secondo le forze armate israeliane (IDF) e il servizio di intelligence interna, lo Shin Bet, l’attacco è stato effettuato con “munizioni di precisione” e grazie a “informazioni di intelligence aggiuntive”, per ridurre al minimo i danni collaterali.

La tensione tra Washington e Tel Aviv

L’attacco ha generato immediatamente forti tensioni diplomatiche tra Stati Uniti, Qatar e Israele. Washington ha confermato di essere stata informata in anticipo dell’operazione, ma alcune fonti qatariote sostengono di aver ricevuto l’avvertimento solo dopo l’inizio delle esplosioni.

La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha dichiarato: “Bombardare unilateralmente all’interno del Qatar, alleato stretto degli Stati Uniti e mediatore chiave nei colloqui per la pace, non promuove né gli interessi israeliani né quelli americani”. Ha aggiunto che il presidente aveva incaricato il suo inviato per il Medio Oriente, Steve Witkoff, di contattare con urgenza il governo qatariota. Tuttavia, il messaggio sarebbe arrivato troppo tardi per evitare lo shock e le conseguenze immediate del raid.

Foto di Saul Leob/AFP tramite Getty Images

Fonti vicine alla Casa Bianca hanno espresso profondo rammarico per l’accaduto, ribadendo che il Qatar resta “un alleato forte e un amico degli Stati Uniti”. Nel tentativo di contenere le ricadute diplomatiche, Steve Witkoff è stato incaricato di riallacciare i legami con il governo qatariota.

L’ombra di Trump

Due giorni prima del raid, Donald Trump aveva pubblicato un post su Truth, in cui lanciava un “ultimo avvertimento” ad Hamas. Dopo l’attacco, il presidente ha avuto una telefonata con Netanyahu, alimentando i sospetti di un coinvolgimento diretto, o almeno una tacita approvazione, da parte dell’amministrazione Trump.

Benjamin Netanyahu e Donald Trump.
Foto di Kobi Gideon/GPO tramite Getty Images

Trita Parsi, del Quincy Institute, ha commentato duramente l’episodio: “Qual è il valore di un ombrello di sicurezza americano per il Qatar, se gli Stati Uniti stessi cospirano per colpirlo?”.

Anche Matt Duss, vicepresidente esecutivo del Center for International Policy ed ex consigliere di politica estera di Bernie Sanders, ha denunciato l’azione israeliana: “È un attacco nella capitale di un alleato chiave non NATO, durante i negoziati sostenuti dagli Stati Uniti. È un attacco alla diplomazia stessa. Se approvato da Washington, distruggerebbe ogni credibilità dell’idea che Trump sia un ‘pacificatore'”.

Una crisi diplomatica in piena evoluzione

Il Qatar ospita la base aerea americana di Al Udeid, uno snodo cruciale per le operazioni militari degli Stati Uniti nella regione e sede di importanti scambi di intelligence tra Washington e Doha. Inoltre, il Paese è uno dei principali mediatori nei colloqui tra Israele e Hamas, accanto agli Stati Uniti e all’Egitto.

Fonte: National Archives Catalog

Solo due giorni prima del raid, Hamas aveva dichiarato la propria disponibilità a “sedersi immediatamente al tavolo delle trattative” sulla base di una nuova proposta americana. Dopo l’attacco, però, il gruppo ha accusato gli Stati Uniti di “aver usato la proposta come esca per attirare i suoi dirigenti in un’imboscata”.

Le reazioni della comunità internazionale

La comunità internazionale ha reagito con durezza. Il Segretario generale della Lega Araba, Ahmed Aboul Gheit, ha condannato l’attacco come una violazione della sovranità qatariota, affermando che Israele “agisce senza curarsi delle conseguenze delle sue azioni vergognose”.

Anche il premier britannico Keir Starmer ha condannato l’azione israeliana, definendola un atto gravissimo e un rischio concreto di escalation regionale. Nonostante ciò, fonti del governo britannico hanno confermato che Starmer incontrerà regolarmente il presidente israeliano Isaac Herzog a Londra, mercoledì.

Il Nuovo Corso sull'Immigrazione: Keir Starmer Annuncia il Ripristino del  Controllo delle Frontiere nel Regno Unito – Ente di Ricerca Scientifica ed  Alta Formazione – ERSAF
Fonte: E.R.S.A.F.

Un conflitto sempre più globalizzato

L’attacco su Doha potrebbe segnare una svolta pericolosa nel conflitto tra Israele e Hamas, con il rischio di internazionalizzazione del campo di battaglia e di rottura dei rapporti tra alleati storici. Il capo delle IDF, tenente generale Eyal Zamir, aveva anticipato questo cambiamento strategico il 31 agosto, affermando: “La maggior parte dei leader di Hamas è all’estero, e li raggiungeremo ovunque si nascondano”.

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