Bosnia – Italia 5-2 (dcr): le pagelle degli azzurri

L’Italia saluta il mondiale per l’ennesima volta, passa la Bosnia ai calci di rigore. Le valutazioni degli azzurri.

Gianluigi Donnarumma – voto 6.5: il migliore tra gli azzurri e questo riassume l’andamento della gara. Compie un paio di autentici miracoli, l’errore sul rinvio che costa l’espulsione a Bastoni inficia molto sulla valutazione. Visti i precedenti confidavamo in lui nei rigori, ma non possiamo imputargli delle colpe.

Gianluca Mancini – voto 6: gioca un primo tempo di livello. Buon lavoro in copertura e nei duelli, nel secondo è autore di alcuni interventi decisivi. Perde il duello con Dzeko (seppur ai limiti della regolarità per usare un eufemismo) che causa il pareggio della Bosnia.

Alessandro Bastoni – voto 4: avevamo già evidenziato le sue difficoltà da centrale della difesa a tre che si sono prontamente riconfermate. L’espulsione è un concorso di colpe ma lui di certo avrebbe potuto temporeggiare. Il suo errore, probabilmente, condanna l’Italia. Valutazione inevitabile.

Riccardo Calafiori – voto 5.5: in fase difensiva fa il suo, il problema è davanti. Non riesce neanche questa volta a connettersi con Di Marco e da quella parte non creano quasi nulla. Troppo poco per un giocatore del suo livello in una partita come questa.

Matteo Politano – voto 5: svolge una prova prettamente difensiva, si applica nell’aiutare Mancini ma non è proprio la sua comfort zone. Davanti non si vede mai, non riesce a rendersi mai pericoloso. Gattuso sceglie di sostituirlo all’intervallo.

Dal 46′ Marco Palestra – voto 6.5: attento in fase difensiva e da respiro alla manovra azzurra con qualche sgasata delle sue. Serve un pallone perfetto a Pio Esposito che conclude male, si invola verso la porta e viene steso da Muharemovic che sorprendentemente viene solo ammonito. Poteva essere decisamente sfruttato di più.

Nicolò Barella – voto 6: abile nell’approfittare dell’errore di Vasilj servendo con i tempi giusti Kean. In generale disputa una prova di carattere e personalità. Non contento del cambio allo scadere dei tempi regolamentari, probabilmente aveva ancora qualcosa da dare alla partita.

Dall’85’ Davide Frattesi – voto 5.5: per nulla incisivo. Rincara la dose di grinta messa dal compagno di squadra e di club, poco altro. Non da nessuna soluzione in fase offensiva.

Manuel Locatelli – voto 6: nel primo tempo prova a dare ordine e ritmo davanti alla difesa. Nonostante si trovi a giocare una partita più da recupera palloni che da playmaker resta il punto di riferimento del centrocampo da cui transita il gioco. Nel secondo tempo cala e viene sostituito.

Dal 72′ Bryan Cristante – voto 4: subentra ad un Locatelli stanco ma lo fa rimpiangere. Il centrocampo perde totalmente la quadra tenuta in piedi fino a quel momento. Sbaglia anche dagli undici metri. Impalpabile sarebbe un complimento.

Sandro Tonali – voto 6: l’uomo in meno lo costringe ad una gara più di quantità che di qualità. Lotta per 120 minuti senza però giocate degne di nota. Realizza l’unico rigore per gli azzurri.

Federico Dimarco – voto 5: Dal suo lato la Bosnia sfonda sempre. Va spesso in difficoltà negli uno contro uno ed il gol arriva da un cross dalla sua fascia. In fase offensiva è praticamente nullo, ha un occasione sul suo piede ma la spreca malamente. Questa nazionale non sembra la sua dimensione, un giocatore totalmente diverso da quello dell’Inter.

Dall’91’ Leonardo Spinazzola – voto 6: Prova più ordinata e attenta rispetto al compagno a cui subentra. Riesce a limitare meglio le sortite offensive dei bosniaci.

Moise Kean – voto 6: Sembra in partita fin da subito, gestisce e dirotta bene i primi palloni. Alla prima occasione che gli si presenta è freddo e abile nel battere Vasilj. Con l’uomo in meno si trova spesso nella terra di nessuno e fatica a connettersi con i compagni. Bravo nel crearsi l’opportunità in campo aperto che poteva chiudere la gara, ma quell’errore è una macchia indelebile sulla sua prestazione e sulla qualificazione. Sostituito troppo presto e senza spiegazione.

Dal 71′ Francesco Pio Esposito – voto 5: Purtroppo il suo ingresso risulta decisivo in negativo. Ha un’occasione su una bella iniziativa di Palestra ma non colpisce neanche la porta. Scelto, inspiegabilmente, come primo rigorista e lo calcia alle stelle. Ha tempo davanti a sè per rifarsi ma di certo non delle prime apparizioni in maglia azzurra memorabili.

Mateo Retegui – voto 5.5: Un solo guizzo, un tiro in porta da fuori area che non impensierisce particolarmente il portiere della Bosnia. Per il resto perde praticamente tutti i duelli con i centrali avversari. Viene sacrificato da Gattuso dopo l’espulsione per ridare ordine alla squadra.

Dal 44′ Federico Gatti – voto 6: Risponde presente alla chiamata inaspettata. Sempre attento sui traversoni avversari. Incolpevole sul pareggio, fa buona guardia fino ai calci di rigore.

C.T. Gennaro Gattuso – voto 5: L’obbiettivo non è stato raggiunto neanche questa volta dunque, seppur si possa ragionare sulle percentuali, parte della colpa è indiscutibilmente della guida tecnica. Un’insufficienza che però si potrebbe anche solo ridurre a questa partita. Più di qualche scelta ha fatto storcere il naso e ha generato dubbi: perchè togliere Kean così presto? Anche Barella sembrava ancora in grado di dare una mano. Inoltre, sulla scelta dei rigoristi…

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