A Gaza le vittime palestinesi ammonterebbero a 70.000: lo stima una fonte interna alle IDF

70.000 palestinesi uccisi. Non si tratta dell’ennesimo, impietoso bilancio diffuso dal Ministero della Salute di Gaza, spesso accusato di collusione con Hamas e di manipolazione dei dati, né di un numero brandito come vessillo propagandistico. È un cifra drammaticamente realistica, ora confermata anche dall’esercito israeliano, emersa durante un briefing riservato con i giornalisti israeliani.

Le IDF confermano il bilancio delle vittime

Giovedì, Yedioth Ahronoth, un quotidiano israeliano, ha citato alcuni funzionari militari israeliani, secondo i quali “circa 70.000 abitanti di Gaza sono stati uccisi nella guerra, esclusi i dispersi”. Kan 11, l’emittente pubblica del Paese, ha attribuito la valutazione al Coordinatore degli affari governativi nei Territori (COGAT) e ha precisato che è in corso un’indagine per determinare quanti dei caduti fossero civili e quanti militanti.

Solo il giorno prima, il Ministero della Salute palestinese aveva comunicato che, dall’inizio della guerra, nella Striscia di Gaza, sono stati uccisi 71.667 palestinesi e che 171.343 persone sono rimaste ferite. Il bilancio include anche i 492 palestinesi uccisi nei recenti attacchi israeliani, successivi all’entrata in vigore del cessate il fuoco, avvenuta a metà ottobre. Il ministero, che non distingue tra civili e combattenti, pubblica regolarmente elenchi delle vittime degli attacchi israeliani.

Foto di Mahmud Hams/AFP/Getty Images

La discrepanza tra i dati e le dichiarazioni ufficiali

All’inizio del conflitto, Israele aveva apertamente messo in dubbio l’attendibilità delle cifre diffuse dalle autorità sanitarie di Gaza, sostenendo che il ministero fosse controllato da Hamas e gonfiasse deliberatamente i numeri. Tuttavia, secondo quanto ciò che è emerso nel corso del tempo, l’esercito israeliano avrebbe sempre considerato quei dati verosimili, seppur in modo non ufficiale. Un’inchiesta del Guardian, pubblicata cinque mesi fa, ha rivelato che fonti riservate dell’intelligence militare israeliana stimavano che circa cinque palestinesi su sei uccisi dall’IDF fossero civili.

Un portavoce dell’esercito israeliano ha rifiutato di confermare le informazioni riportate ai media israeliani. “Le IDF chiariscono che i dettagli pubblicati non riflettono i dati ufficiali dell’esercito. Qualsiasi informazione su questo tema sarà diffusa esclusivamente attraverso canali ufficiali”. Il portavoce non ha risposto alla domanda se le IDF dispongano di dati propri sul numero delle vittime palestinesi, né se tali informazioni verranno rese pubbliche.

Cosa sta succedendo a Gaza?

Nel frattempo, le IDF continuano a colpire la Striscia di Gaza, nonostante il cessate il fuoco tra Israele e Hamas, mediato dagli Stati Uniti, sia entrato in vigore ad ottobre e si appresti ad affrontare una nuova fase. Sabato, almeno 26 persone sono state uccise in un attacco aereo sulla Striscia di Gaza. Secondo le autorità sanitarie locali, si è trattato dell’attacco più letale delle ultime settimane.

Fonte: Reuters

L’esercito israeliano ha dichiarato che i bombardamenti avevano come obiettivo comandanti di Hamas e della Jihad islamica palestinese, un altro gruppo militante, e che sono stati condotti in risposta a un incidente avvenuto venerdì, quando alcuni militanti sarebbero usciti da un tunnel a Rafah, in un’area sotto il controllo israeliano, nel sud della Striscia di Gaza.

In base all’accordo di cessate il fuoco, Hamas ha rilasciato i restanti ostaggi detenuti a Gaza in cambio di quasi 2.000 prigionieri palestinesi, mentre l’esercito israeliano si è ritirato lungo una linea concordata all’interno dell’enclave, mantenendo il controllo di circa la metà del territorio. Tuttavia, da quando è entrata in vigore la tregua, la Striscia di Gaza è stata teatro di ripetuti episodi di violenza, con entrambe le parti che si accusano reciprocamente di aver violato i termini dell’accordo.

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