Al centro della riunione della coalizione dei Volenterosi, tenutasi a Londra e presieduta dal premier britannico Keir Starmer, è stato ribadito il sostegno crescente all’Ucraina per contrastare l’aggressione russa. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha sottolineato l’importanza di non premiare chi viola l’integrità territoriale, avvertendo che solo un accordo solido e giusto potrà porre fine al conflitto.
Starmer ha esortato i paesi alleati a fornire a Kiev missili a lungo raggio, necessari per colpire obiettivi strategici in Russia e aumentare così la pressione su Vladimir Putin. Zelensky ha lanciato l’allarme su un possibile disastro umanitario durante l’inverno in Ucraina, mentre il premier britannico ha definito “ridicole” le richieste territoriali avanzate da Mosca.
La risposta europea vede l’impegno della Francia, che nei prossimi giorni invierà missili antiaerei Aster e aerei da caccia Mirage all’Ucraina, così come un rafforzamento del sostegno da parte della Commissione UE guidata da Ursula von der Leyen. Quest’ultima ha ribadito che Putin risponde solamente alla pressione e ha chiesto di accelerare l’uso degli asset russi congelati.
Dal fronte NATO, il segretario generale Mark Rutte ha evidenziato come la Russia stia affrontando una grave carenza di risorse e idee militari. Nel frattempo, gli Stati Uniti hanno imposto nuove sanzioni contro importanti aziende energetiche russe, provocando dure reazioni da Mosca, che accusa Washington di voler alimentare la guerra. Anche la Cina e l’India stanno riducendo gli acquisti di petrolio russo, in linea con le pressioni internazionali.
A Bruxelles, l’Unione Europea ha approvato un nuovo pacchetto di sanzioni energetiche, mentre Zelensky ha ribadito la necessità di armamenti avanzati come i missili Tomahawk, nonostante le minacce di Mosca a risposte “schiaccianti”. Nel frattempo, il presidente ucraino è stato ricevuto da Re Carlo III a Windsor, segno del forte sostegno diplomatico.
In ambito militare, l’Italia sta completando il dodicesimo pacchetto di aiuti all’Ucraina, comprendente munizioni e missili per la difesa antiaerea, rafforzando così l’impegno occidentale nel conflitto ancora aperto.