Un nuovo ordine mondiale sta nascendo: anche Kim e Putin invitati alla parata di Xi Jinping

La Cina ha celebrato con una sfarzosa parata militare l’80° anniversario della fine della Seconda guerra mondiale, un evento che ha assunto una forte valenza simbolica e geopolitica. Alla cerimonia, svoltasi davanti alla storica Porta di Tiananmen, a Pechino, hanno partecipato leader di alto profilo come il presidente russo Vladimir Putin e il leader nordcoreano Kim Jong-un, mentre il presidente cinese Xi Jinping ha colto l’occasione per ribadire il ruolo della Cina come potenza globale e garante di stabilità in un mondo sempre più diviso.

Il monologo di Xi Jinping

Prima dell’inizio della parata, Xi Jinping ha tenuto un discorso solenne in cui ha reso omaggio ai veterani cinesi della guerra e ha sottolineato la determinazione del Paese a non lasciarsi intimidire dalle potenze straniere. “Il popolo cinese non ha paura della violenza. È forte, autonomo, e determinato a difendere la sovranità nazionale”, ha dichiarato Xi. “Il rinnovamento del popolo cinese non può essere fermato. Il nobile obiettivo dello sviluppo pacifico della civiltà umana deve trionfare”.

Foto di Lintao Zhang/Getty Images

Xi ha inoltre ricordato che la Cina fu un importante fronte di guerra durante il conflitto contro il Giappone, e che milioni di persone morirono durante l’invasione nipponica.

Una dimostrazione di forza

La parata militare, durata 90 minuti, ha offerto una straordinaria dimostrazione della modernizzazione dell’Esercito Popolare di Liberazione. Tra i mezzi esibiti spiccavano i nuovi droni sottomarini AJX002, simili a piccoli sottomarini neri dotati di eliche posteriori, e i missili ipersonici, progettati per colpire navi in mare. Grande attenzione ha suscitato anche il nuovo missile balistico intercontinentale DF-61, capace di trasportare testate nucleari a lunga distanza.

Mentre i caccia e i bombardieri coloravano il cielo con scie tricolori, 26 elicotteri hanno volato in formazione formando il numero “80”, a simboleggiare l’anniversario. La cerimonia è iniziata con un saluto di artiglieria da 80 colpi, seguito dall’inno nazionale, “La Marcia dei Volontari”, composto nel 1935, durante la resistenza contro l’invasione giapponese.

Foto di Ng Han Guan/AP

A bordo di una limousine nera decappottabile, Xi Jinping ha passato in rassegna le truppe lungo Chang’an Avenue, salutando i soldati con quattro microfoni davanti a sé. Le forze armate, marciando al passo e gridando in coro “Serviamo il popolo”, hanno rappresentato visivamente l’immagine di un esercito compatto e disciplinato.

Xi ha ribadito che il compito dell’esercito è salvaguardare l’integrità territoriale e l’unificazione della Cina, con un chiaro riferimento a Taiwan, l’isola autonoma che Pechino rivendica come parte del suo territorio.

Critiche da Taiwan, Filippine e Stati Uniti

Dall’altra parte dello Stretto di Taiwan, il presidente William Lai ha lanciato un messaggio in difesa della pace e della democrazia. “Taiwan non usa la canna di un fucile per commemorare la pace. Ricorda i martiri, le lezioni della storia, e sostiene la fede nella libertà e nella democrazia”, ha scritto su Facebook.

Più dura la critica arrivata dalle Filippine, dove il segretario alla Difesa filippino, Gilberto Teodoro, ha definito Xi, Putin e Kim “tre leader che non rispettano il diritto internazionale”. In un discorso pronunciato a Baguio, dove si è tenuta una cerimonia commemorativa con funzionari statunitensi, ha affermato: “Questa è pura intimidazione. È una minaccia, soprattutto per le nazioni più piccole”.

Fonte: U.S. Embassy in the Philippines

Nel frattempo, il presidente statunitense Donald Trump ha commentato l’evento sui social media in modo sarcastico: “Vi prego di porgere i miei più cordiali saluti a Vladimir Putin e Kim Jong-un, mentre cospirate contro gli Stati Uniti d’America”.

Interrogato sul post provocatorio di Trump, Putin ha risposto con toni diplomatici: “Il presidente degli Stati Uniti non è privo di senso dell’umorismo. Nessuno, durante questi giorni di incontri formali e informali, ha espresso giudizi negativi sull’attuale amministrazione americana”. Ha inoltre affermato che la sua recente visita in Alaska per incontrare Trump è stata apprezzata da molti dei leader incontrati a Pechino, che auspicano una soluzione diplomatica al conflitto in Ucraina.

Foto di Sergei Bobylev/POOL/TASS

Il parere degli analisti

Secondo James Char, professore associato al China Program della Nanyang Technological University di Singapore, il contesto globale attuale, segnato da turbolenze politiche e da un deterioramento dei rapporti tra gli Stati Uniti e gli altri attori politici, rappresenta un’opportunità per la Cina. “Questo è il momento giusto per Pechino per annunciare il suo ruolo da protagonista sulla scena internazionale e di presentarsi come garante della sicurezza e attore economico, militare e diplomatico nei vuoti lasciati da Washington”.

Anche Alfred Wu, professore presso la Lee Kuan Yew School of Public Policy della National University of Singapore, sostiene che Xi stia cercando di “creare un ordine mondiale alternativo, poiché quello guidato dagli Stati Uniti appare in declino”.

Il vertice di Tianjin

La parata si è tenuta a soli tre giorni dal vertice di Tianjin, che ha ospitato la 25ª edizione della Shangai Cooperation Organization (SCO). In quell’occasione, Xi Jinping ha delineato una visione alternativa dell’ordine mondiale, invocando un sistema multipolare, fondato su una governance globale più equa, inclusiva e rappresentativa. Nel suo intervento, Xi ha rinnovato l’invito a superare la mentalità della Guerra fredda e a respingere i blocchi geopolitici contrapposti, le prepotenze e le logiche unilaterali. Un chiaro riferimento agli Stati Uniti e alla sua egemonia. “Il mondo è entrato in una nuova fase di profondi cambiamenti. La governance globale è giunta a un bivio”, ha dichiarato il leader cinese.

Fonte: Wikipedia

Durante l’incontro, Xi ha annunciato la creazione di una banca di sviluppo sotto l’egida della SCO, con l’obiettivo di rafforzare la cooperazione economica tra i Paesi membri. A sostegno di questa iniziativa, la Cina metterà a disposizione 1,4 miliardi di dollari in prestiti agevolati nei prossimi tre anni, destinati a finanziare progetti comuni. Tra le nuove proposte figura anche l’apertura del sistema satellitare cinese BeiDou ai membri della SCO, che offre un’alternativa concreta al GPS statunitense. Una mossa con implicazioni tecnologiche e geopolitiche, che rafforza l’autonomia del blocco rispetto all’influenza occidentale.

Fondata nel 2001, la SCO continua a espandere la propria influenza. Con l’adesione del Laos come partner di dialogo, ufficializzata durante il vertice di Tianjin, il numero complessivo di membri, osservatori e partner è salito a 27. L’organizzazione riunisce Paesi chiave dell’Asia centrale e sud-orientale, tra cui Cina, Russia, India, Iran, Pakistan.

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