Funzionari statunitensi e ucraini, domenica, hanno tenuto dei colloqui, definiti da entrambe le parti come “produttivi”, nell’ambito degli sforzi per raggiungere un accordo di pace con la Russia. Il Segretario di Stato statunitense, Marco Rubio, ha espresso cauto ottimismo sui progressi compiuti, pur riconoscendo la complessità di porre fine a una guerra che dura da oltre tre anni.
I colloqui in Florida
Rubio ha incontrato nei pressi di Miami una delegazione ucraina guidata dal nuovo capo negoziatore, Rustem Umerov, segretario del Consiglio di sicurezza nazionale. L’obiettivo, ha spiegato, è delineare un percorso che garantisca all’Ucraina di rimanere “sovrana e indipendente”.
“Continuiamo a essere realisti su quanto sia difficile, ma rimaniamo ottimisti”, ha dichiarato Rubio al termine dei colloqui. “Non si tratta solo di porre fine alla guerra, ma di assicurare all’Ucraina un futuro più prospero che mai”.

Le discussioni si inseriscono in una nuova fase dei negoziati, avviati dopo il lancio di un piano di pace statunitense, inizialmente criticato da alcuni per posizioni considerate favorevoli alla Russia.
Una strada in salita
Ai colloqui hanno partecipato anche l’inviato speciale Steve Witkoff e Jared Kushner, genero del presidente Donald Trump. In questo momento, a Mosca, sono in corso dei colloqui serrati tra Witkoff e i rappresentanti russi, per cercare di mettere un punto alla guerra in Ucraina.
“C’è ancora molto lavoro da fare. È una situazione delicata”, ha affermato Rubio. “Serve il contributo di ogni parte coinvolta, e i prossimi sviluppi dipenderanno anche dai colloqui previsti a Mosca”.
Trump, che si era impegnato a porre fine al conflitto “in un giorno” durante la sua campagna presidenziale, ha manifestato frustrazione per i progressi limitati, pur sostenendo che Russia e Ucraina desiderino arrivare a un accordo. La sua amministrazione ha esercitato pressioni su Kiev, affinché prenda in considerazione concessioni territoriali significative.
Le dimissioni di Yermak
L’incontro di domenica è stato segnato dal cambio di leadership della delegazione ucraina, dopo le dimissioni di Andriy Yermak, capo dello staff del presidente Volodymyr Zelensky, avvenute in seguito alla perquisizione della sua abitazione da parte degli agenti anticorruzione.

Trump ha definito lo scandalo “non utile”, riferendosi ironicamente ai “piccoli problemi difficili” dell’Ucraina. Umerov, dal canto suo, ha ringraziato gli Stati Uniti per il sostegno: “Gli Stati Uniti ci ascoltano, ci sostengono, camminano al nostro fianco”. Ha definito i colloqui “produttivi” e incentrati su “tutte le questioni importanti per il popolo ucraino”.
Il momento più difficile per l’Ucraina
Zelensky aveva anticipato che l’incontro di Miami avrebbe dovuto portare alla “definizione” dei risultati dei precedenti colloqui di Ginevra, durante i quali l’Ucraina aveva presentato una controproposta alle idee avanzate due settimane prima dal Segretario dell’Esercito statunitense, Dan Driscoll.
La leadership ucraina, indebolita dalle tensioni interne e dalle indagini sulla corruzione, cerca di respingere condizioni giudicate troppo favorevoli a Mosca, mentre le forze russe avanzano lungo la linea del fronte. Nel frattempo, i cittadini ucraini fronteggiano blackout diffusi, dovuti ai bombardamenti russi sulle infrastrutture energetiche.
Zelensky ha definito questo momento “il più difficile” dall’inizio della guerra, garantendo però che l’Ucraina non accetterà un accordo svantaggioso.