Terremoto di magnitudo 8.8 al largo della Kamchatka, allerta tsunami nel Pacifico

Nelle prime ore di mercoledì, uno dei terremoti più forti mai registrati ha scosso la penisola della Kamchatka, situata nell’Estremo Oriente russo, provocando onde di tsunami che si sono propagate fino al Giappone, alle Hawaii e alla costa occidentale degli Stati Uniti. Secondo quanto è stato riferito dall’US Geological Survey, l’epicentro del sisma, di magnitudo 8.8, è stato individuato a circa 120 chilometri dalla città russa di Petropavlovsk-Kamchatskiy, a una profondità di circa 21 chilometri. Alcune persone sono rimaste ferite, ma nessuna di queste versa in condizioni critiche. Finora non sono stati segnalati danni significativi.

Rischio tsunami

Le autorità hanno emesso immediatamente allerte tsunami in numerose regioni del Pacifico. In Russia, inizialmente, l’allarme riguardava la penisola della Kamchatka e le isole Curili, dove le onde avrebbero potuto raggiungere altezze comprese tra i 10 e i 15 metri. Con il passare del tempo le allerte sono state revocate, per via dell’attenuazione dei pericoli, ma le autorità hanno mantenuto alta l’attenzione, mettendo in guardia i cittadini dal rischio di ulteriori scosse di assestamento, alcune delle quali potrebbero raggiungere una magnitudo di 7.5.

Anche le Hawaii e alcune aree del Giappone hanno declassato i livelli di allerta. In Giappone, sono state registrate onde di tsunami alte 60 centimentri sulle coste settentrionali dell’isola di Hokkaido e nel porto di Kuji, nell’isola di Iwate. Onde più piccole, alte 20 centimetri, hanno raggiunto la baia di Tokyo. Le Hawaii, invece, hanno revocato gli ordini di evacuazione per le isole principali, ma hanno continuato a raccomandare prudenza, a causa di possibili onde pericolose, correnti forti e inondazioni costiere. “Quando tornate a casa, restate comunque lontani dalla spiaggia e dall’acqua”, ha detto James Barros, amministratore dell’Hawaii Emergency Management Agency.

Anche la costa occidentale degli Stati Uniti, compresi la California, l’Oregon, lo Stato di Washington e la provincia canadese della British Columbia, è stata posta in stato di allerta. A San Francisco sono state segnalate onde alte fino a 1,5 metri. In Oregon, le autorità hanno esortato la popolazione a evitare le spiagge e i porti, sottolineando che anche onde di piccole dimensioni potrebbero generare correnti pericolose.

Fonte: Geophysical Survey of the Russian Academy of Sciences tramite Reuters

Evacuazioni

Gli abitanti delle zone colpite hanno risposto con prontezza. In Giappone, migliaia di persone hanno cercato rifugio nei centri di evacuazione, con il ricordo ancora vivo dello tsunami del 2011 e del conseguente disastro nucleare di Fukushima. Fortunatamente, non sono state segnalate anomalie nelle centrali nucleari del Paese. Nel frattempo, a Honolulu, la capitale delle Hawaii, si sono creati degli ingorghi stradali, a causa dell’elevato numero di persone in fuga. Il governatore delle Hawaii, Josh Green, ha attivato l’impiego di elicotteri Black Hawk e di veicoli speciali per eventuali operazioni di salvataggio.

Nella città russa di Petropavlovsk-Kamchatskiy, il terremoto ha danneggiato un asilo in fase di ristrutturazione e ha ferito alcune persone che cercavano di mettersi in salvo. Un paziente è rimasto ferito dopo essere saltato da una finestra di un ospedale. Tuttavia, le autorità locali hanno dichiarato che le condizioni dei feriti sono stabili. Un video diffuso da un organo di stampa russo mostra un’équipe medica di una clinica oncologica che, mentre sottoponeva un paziente a un intervento chirurgico, proteggeva l’attrezzatura e il paziente stesso dai danni causati dalla scossa di terremoto.

Fonte: Reuters

Situazione nell’Oceano Pacifico

Le isole Curili, situate tra la Kamchatka e il Giappone, sono state poste in stato di emergenza per poco tempo, dopo che le onde avevano allagato il porto peschereccio di Severo-Kurilsk e interrotto la fornitura elettrica. Il sindaco ha dichiarato che, nonostante l’allagamento, non si sono registrati danni gravi. Nel resto del Pacifico, le autorità di Filippine, Messico, Nuova Zelanda e di vari arcipelaghi, tra cui Figi, Samoa, Tonga, Isole Salomone e Stati Federati di Micronesia, hanno invitato i residenti ad allontanarsi dalle coste, a causa del rischio di onde anomale e forti correnti.

Precedenti storici

Questo terremoto risulta tra i più forti mai registrati a livello globale, secondo solo al devastante sisma giapponese del 2011, di magnitudo 9.0. Pochi eventi sismici nella storia recente hanno raggiunto un grado di potenza simile. La scossa principale è stata accompagnata da numerose scosse di assestamento. All’inizio di luglio, la stessa area era stata interessata già da una serie di terremoti sottomarini, il più forte dei quali aveva raggiunto una magnitudo di 7.4.

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