‘Stato di grazia’ è il nuovo album di Ilaria Pastore

Una piccola, intensa, fenomenologia dell’amore tra elettronica, rock e ambienti acustici

‘Stato di grazia’ è il nuovo album di Ilaria Pastore, pubblicato su tutte le piattaforme digitali per l’etichetta Maieutica Dischi (Edizioni: Osteria Futurista/SaifamMusica). L’album, preceduto dai singoli, già in rotazione radiofonica, “La sufficienza”, ‘Sto cuore” e “Un bacio sulla fronte”, è stato presentato in quartetto (con la partecipazione di Veronica Marchi al pianoforte e alla voce) al Casello San Cristoforo a Milano e riproposto dall’“Ilaria Pastore acoustic § Electric trio” al Mare Culturale Urbano (via Giuseppe Gabetti 15, Milano), in occasione dell’apertura della settima stagione della rassegna “Because the Night – Il palco delle cantautrici”, ideata e diretta da Marian Trapassi. La pre-produzione dell’album è stata curata da Ilaria Pastore e dal pianista Fabio Gianni. La produzione artistica è firmata da Ilaria Pastore e dal fonico, chitarrista e musicista Niccolò Ferrari. L’album è stato registrato e mixato da Niccolò Ferrari al “Le Colline Recording Studio” e TLC RECORDING Studio di Grezzana (VR). Tutti i brani sono stati scritti da Ilaria Pastore (testo e musica) tranne “La sufficienza” (testo di Ilaria Pastore e Veronica Marchi) e “’Sto cuore” (musica di Ilaria Pastore e Niccolò Ferrari).

Per Ilaria cosa rappresenta questo primo album?

«Mi sto rendendo conto che questo album sta cambiando significato dentro di me, nel tempo. È come un camaleonte che vaga nel mio petto. Ha rappresentato e rappresenta tante cose: un duro lavoro, la corsa contro il tempo (interiore/esteriore), la necessità, il divertimento, la voglia di dire, il desiderio di indagare l’amore nelle tante sfaccettature per poi riabbracciare il senso universale. “Stato di grazia” è come un lucernario aperto: se c’è il sole passa una luce bellissima, se piove puoi chiudere gli occhi e lasciarti bagnare il viso».

Nell’album parli del tema dell’amore con diverse sfaccettature. Nella vita di Ilaria che importanza assumono amore e sentimenti?

«Come nella vita di ognuno immagino sono tutto. Ma mi sono accorta che non sempre sappiamo accoglierli. Pur essendo umani, sappiamo diventare degli automi, privarci proprio di ciò che ci distingue da tanti altri meravigliosi esseri viventi. Nella mia vita sono sempre stati il motore di tutto, nel bene e nel male e soprattutto ho disperatamente cercato di comprendere, capire, capirmi: è la mia passione più grande. Un lavoraccio».

Nell’attuale momento storico l’amore come viene vissuto dalle persone?

«In questo momento storico percepisco si viva con paura. Si vive nella paura. E sull’altro piatto della bilancia credo sarebbe utile mettere l’amor proprio come punto di partenza; da qui germogliano sentimenti, relazioni, molto più sane e significative, nonché una visione della vita più aperta ed onesta. Vivere l’amore non è altro che vivere».

Qual è la differenza tra amore e passione?

«Entrambe le cose sono un atto evolutivo, sono pulsioni ma anche frutto del tempo, sono vibrazioni mobili, si assomigliano, si intrecciano, si separano, coesistono: è come sottrarre il cielo dal mare, non so rispondere se non così a questa domanda».

È il tuo primo album come arrangiatrice. Qual è la caratteristica principale che contraddistingue il tuo lavoro sulla musica?

«Ho cercato di fare un lavoro molto personale, pur consapevole del fatto che inventare qualcosa oggi non è semplice, ma ci ho messo tanta onestà. Il mio obiettivo è sempre quello di riuscire a narrare in modo tale da abbracciare chi ascolta. Ho utilizzato molto il violoncello e il contrabbasso, le voci come spesso mi piace fare, ho cercato di essere onesta nella scrittura dei testi, di addentrarmi fino ad esserne pienamente soddisfatta. E ho cantato divertendomi, libera, attorniata dai miei compagni di viaggio che sono stati davvero fondamentali per dare forma a questo lavoro: Niccolò Ferrari, Eusebio Getulio, Antonio Fusco, Fabio Gianni, Mattia Boschi e Maieutica Dischi».

Chi è Ilaria Pastore

È compositrice, chitarrista, cantante, insegnante ed educatrice musicale. Ha all’attivo gli album “Nel mio disordine” (TOTALLY UNNECESSARY RECORDS, 2010), “Il faro, la tempesta, la quiete” (Tiktalik/ Rollover Production, 2016), “Storie per crescere, note per sognare” (Insieme a Luca Chieregato, Teatro PAN, 2014) e “Stato di grazia” (Maieutica Dischi, 2025). Un suo brano, “Sulle mie gambe”, è contenuto nella compilation che fa parte del progetto di Michele Monina “Anatomia femminile- 23 cantautrici e il corpo della donna” (NdA Press, 2011).

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Francesco Fravolini

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