MANN: Cosa visitare la prima domenica del mese gratis

La mostra in oggetto fino al 13 ottobre, rappresenta il culmine di un’operazione strategica e di un’articolata attività di ricerca, frutto del Protocollo d’Intesa tra il MANN (Museo Archeologico Nazionale di Napoli) e la Procura della Repubblica di Napoli.

Questa sinergia istituzionale non si limita alla semplice esposizione di reperti, ma ambisce a trasmettere un messaggio di fondamentale rilevanza civica ed economica: il furto e il traffico illecito di opere d’arte costituiscono un attacco diretto non solo al patrimonio culturale, ma alla nostra stessa identità nazionale e alla sua storia.

L’iniziativa persegue un duplice obiettivo: sensibilizzare il pubblico sul valore inestimabile del nostro tesoro archeologico e stimolare un impegno attivo e responsabile nella sua tutela.

Il percorso espositivo, infatti, svela con rigore le dinamiche complesse del mercato nero, le rotte globali del contrabbando e i danni irreversibili causati dal saccheggio, presentando al contempo le efficaci strategie investigative adottate per contrastare questo fenomeno criminale che depreda la memoria collettiva.

Farnese Hera, marble. Italy, Campania, Naples, Museo Archeologico Nazionale. Whole artwork view. Colossal head of the goddess Artemis, Ariccia type, originally identified as Hera, from the Farnese Gardens in Rome. (Photo by Electa/Mondadori Portfolio via Getty Images)

Le Dinamiche del Mercato Illegale e la Ricchezza dei Reperti Restituiti

L’allestimento si sviluppa attraverso cinque sezioni tematiche che delineano un quadro completo, dall’analisi storica del collezionismo, spesso motore di scavi clandestini, fino alla dimensione internazionale del traffico e all’insidioso fenomeno delle falsificazioni.

Un focus significativo è dedicato ai clamorosi casi giudiziari e alla dolorosa riflessione sulla perdita irreparabile delle opere mai recuperate, testimoniando che la battaglia contro la dispersione del patrimonio è una priorità continua. Il cuore pulsante dell’esposizione è la presentazione al pubblico, per la prima volta, di una selezione di circa 600 oggetti dissequestrati, che rappresentano l’esito tangibile dell’azione di recupero.

Si tratta di un corpus eterogeneo di manufatti che trascende i confini regionali, abbracciando l’intero Mezzogiorno e oltre, e coprendo un arco temporale che va dall’età arcaica al Medioevo.

Naples, Napoli, Italy, Centro Storico, historic center, Via Foria, Museo Archeologico Nazionale di Napoli, National Archaeological Museum, neoclassical fa�ade and entrance . (Photo by: Jeffrey Greenberg/Universal Images Group via Getty Images)

Un Patrimonio di Valore Inestimabile: Dalla Ceramica al Bronzo

Tra i materiali recuperati spiccano diverse classi di ceramiche, dalla più antica (italo-geometrica, enotria, daunia) fino a quella a figure nere e rosse di produzione attica, e splendidi esempi di ceramica figurata campana, lucana e apula. A questi si aggiungono un’ampia selezione di oggetti in bronzo – armature, armi, ornamenti e vasellame – e un significativo numero di terrecotte figurate databili tra il VI e il II secolo a.C., oltre a reperti marmorei, subacquei e una vasta collezione di monete.

L’eccezionale stato di conservazione suggerisce che molti di questi reperti provenissero da antiche sepolture, saccheggiate per alimentare il mercato clandestino.

La mostra celebra il successo di un lungo e meticoloso lavoro di recupero, catalogazione e studio, che oggi restituisce questi capolavori alla fruizione pubblica, trasformando un dramma giudiziario in un trionfo della cultura e della legalità, e riaffermando il ruolo centrale dell’Italia nella tutela del patrimonio mondiale.

Condividi l'articolo su

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *