Lula vince le elezioni presidenziali in Brasile, Trump: «Risultato truccato»

Domenica, il presidente uscente del Brasile, Luiz Inácio Lula da Silva, è stato rieletto con il 51,8% dei voti, divenendo il primo candidato alle elezioni presidenziali, dal 1989, ad aver vinto nel ballottaggio dopo un secondo posto al primo turno. In sole tre settimane, ha ottenuto oltre 10 milioni di voti. Il suo avversario, Flávio Bolsonaro, figlio di Jair, ha chiesto l’annullamento della vittoria di Lula, adducendo come motivazione la proroga dell’orario di chiusura dei seggi elettorali.

Il giorno dopo, Donald Trump ha insinuato che il successo elettorale di Lula fosse stato «truccato». «Francamente, mi sembra un’altra elezione truccata», ha detto ai giornalisti. «Non ho preso una posizione, ma la proroga è stata molto strana. Le elezioni devono essere inconfutabili, e a me è sembrata davvero una pessima immagine». Trump, poi, ha glissato una domanda sulle conseguenze politiche del risultato elettorale, dicendo: «Sto governando gli Stati Uniti, non il Brasile».

La vittoria di Lula ha colpito duramente la reputazione di Trump e del suo movimento politico. Il presidente americano non ha mai appoggiato esplicitamente uno dei due sfidanti, ma ha sempre mostrato simpatia per il candidato di destra, Flávio Bolsonaro. In compenso, ha sponsorizzato pubblicamente suo padre, Jair Bolsonaro, l’ex presidente del Brasile, costretto a scontare una condanna a 27 anni di carcere per il tentato colpo di Stato del 2022.

Bolsonaro accusa Lula di brogli

Al termine degli scrutini, Bolsonaro ha sostenuto che si fossero verificati dei brogli. Il candidato di destra ha fatto riferimento alla decisione di un giudice della Corte Suprema, nominato da Lula, che aveva esteso di due ore il tempo disponibile per le votazioni, al fine di risolvere i disagi nei trasporti pubblici. Tale modifica, tuttavia, era stata richiesta anche dalla campagna di Bolsonaro, poiché le forti piogge nel sud del Brasile impedivano ad alcuni elettori di recarsi alle urne.

Secondo Bolsonaro, le inondazioni nelle regioni a lui favorevoli lo avrebbero ingiustamente penalizzato. «Quello che è successo oggi è inaccettabile», ha detto. In ogni caso, Bolsonaro ha ottenuto oltre 4 milioni di voti in meno rispetto a Lula. Nelle due ore supplementari, stando a un’analisi dei registri elettorali, sono stati espressi solo 35.000 voti, pari allo 0,03% del totale. Inoltre, al momento dell’annuncio del giudice, alcuni seggi si erano già chiusi.

In un video, pubblicato lunedì, Bolsonaro ha cambiato strategia. Ha affermato di voler far invalidare la vittoria elettorale di Lula per presunti abusi di potere politici ed economici. «La legge deve valere per tutti», ha dichiarato. «La competizione deve essere equa e imparziale, ma non è stato così». Bolsonaro, tuttavia, non ha fornito alcuna prova a sostegno di questa affermazione. Per ottenere la revisione dei risultati, il partito di Bolsonaro dovrà presentare una petizione alle autorità.

La fuga di Bolsonaro

Lo stesso giorno, la polizia brasiliana ha sequestrato il passaporto di Flávio Bolsonaro, indagato per riciclaggio di denaro. La sentenza della Corte Suprema brasiliana, emessa dal giudice Alexandre de Moraes, deriva da un’indagine sui legami di Bolsonaro con una società di proprietà di un avvocato brasiliano, Willer Tomaz, accusato di aver riciclato oltre un miliardo di dollari. Bolsonaro ha minimizzato il caso, definendolo una persecuzione politica.

Dopo la batosta elettorale, Bolsonaro ha violato il divieto dei giudici della Corte Suprema di abbandonare il Paese. Dapprima, si è recato a piedi in Argentina, dove ha preso un volo per l’Ecuador. Dopodiché, è fuggito in Florida, negli Stati Uniti, insieme alla moglie e alle sue due figlie. Trump ha già fatto sapere che la sua amministrazione è disposta a concedergli l’asilo politico. Con la fuga di Bolsonaro negli Stati Uniti, la stagione politica del bolsonarismo potrebbe essersi conclusa definitivamente.

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