“Non è una denuncia, è un grido” – questo è quanto si apprende dal servizio riportato da SkyTg24 in cui 111 firmatari (tra cui associazioni come Medici Senza Frontiere e Save the Cildren) raccontano le difficoltà e la carestia di massa che ha attaccato la striscia di Gaza nell’ultimo periodo.
Le statistiche parlano chiaro, la situazione a Gaza sta degenerando e si rischia di arrivare ad un punto di non ritorno. Dallo scoppio della guerra il 7 ottobre 2023, l’allarme più importante che è stato lanciato al mondo è dovuto alle morti per carenze alimentari, mancanze che si ripercuoto sull’intera popolazione, inclusi bambini.

Stando a quanto riporta Hamas, sarebbero più di 59.000 i morti dallo scoppio della guerra.
Anche sull’aspetto politico internazionale non si riesce ad arrivare ad un cessate il fuoco definito, che prevederebbe l’evacuazione dalla striscia.
Sono migliaia i giornalisti, i corrispondenti di guerra e i donatori che si uniscono al coro per gridare al mondo le difficoltà che vivono quotidianamente.
Chiusa l’inchiesta sull’esplosione a Gaza City alla Chiesa della Sacra Famiglia
Intanto l’Idf chiude l’inchiesta sul caso dell’attacco alla chiesta della Sacra Famiglia avvenuto recentemente: la struttura sarebbe stata colpita erroneamente in seguito ad una deviazione di munizioni.
“L’impatto ha causato danni alle strutture, ferendo anche diversi civili di Gaza” – è quanto dichiara l’Idf sul canale Telegram.