Nella notte tra domenica e lunedì, la Russia ha scagliato contro l’Ucraina uno dei più violenti attacchi aerei degli ultimi mesi. Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha dichiarato che il bilancio delle vittime ammonta a due morti e 15 feriti. I droni russi hanno bersagliato l’ingresso della stazione della metropolitana di Shevchenkivskyi, un quartiere di Kiev. I video che circolano sui social mostrano la banchina della stazione completamente avvolta dal fumo. Poco prima dell’inizio dell’attacco, centinaia di persone si erano rifugiate all’interno della metropolitana.
Stando a quanto è stato detto da un esponente dell’aeronautica militare ucraina, la Russia ha lanciato ben 426 droni Shahed e droni-esca, oltre a 24 missili di vario tipo. Le difese ucraine sono riuscite a intercettare circa 200 droni. Altri 203, invece, sono stati bloccati o persi dai radar.

Le armi statunitensi non sono ancora state spedite
I raid russi sono avvenuti poche ore prima dell’incontro tra il Segretario di Stato per la difesa del Regno Uniti, John Healey, e il Ministro federale della difesa della Germania, Boris Pistorius. Il colloquio sarà orientato sul piano di invio delle armi all’Ucraina che è stato elaborato dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Healey ha affermato che il Segretario della difesa degli Stati Uniti, Pete Hegseth, e il Segretario generale della NATO, Mark Rutte, parteciperanno alla riunione del Gruppo di contatto per la difesa dell’Ucraina, insieme al comandante supremo delle forze alleate in Europa, Alexus Grynkewich.
Il piano di Trump prevede che gli Stati Uniti vendano le armi agli altri membri della NATO, i quali, a loro volta, si occuperanno di distribuirle ai soldati ucraini. Tuttavia, le consegne non sono ancora iniziate. Grynkewich ha assicurato che “i preparativi per il trasferimento delle armi all’Ucraina sono in corso”, ma il Rappresentante degli Stati Uniti presso la NATO, Matthew Whitaker, ha spiegato che non è possibile fornire una tempistica certa.

La Germania ha manifestato l’intenzione di finanziare due nuovi sistemi missilistici Patriot per l’Ucraina e si è detta disponibile a trasferire in Ucraina sistemi già in suo possesso. Ma il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, ha avvertito che la consegna richiederà “giorni, se non settimane”, a causa della complessità logistica del trasporto e dell’installazione. Anche la Svizzera potrebbe contribuire all’attuazione del piano con ulteriori sistemi missilistici Patriot.
Zelensky propone a Putin un nuovo round di colloqui
Intanto, Zelensky ha proposto a Putin un nuovo round di colloqui. TASS, un’agenzia di stampa russa, ha riferito che non è stata ancora fissata una data per i negoziati e che la città ospitante sarà ancora Istanbul. Il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, ha ribadito che Mosca è disposta a trattare, purché vengano raggiunti gli obiettivi strategici della Russia.

Anche l’Ucraina, nel frattempo, continua a impiegare i droni a lungo raggio di produzione nazionale. Il Ministero della Difesa russo ha dichiarato che le proprie forze armate hanno abbattuto 74 droni ucraini, durante la notte. Un terzo di questi droni è stato distrutto e intercettato nei pressi della capitale russa.
Secondo gli analisti militari, Mosca intensificherà gli attacchi a lungo raggio contro i centri urbani ucraini. Sembra, dunque, che l’ultimatum di Trump non abbia avuto effetto. La scorsa settimana, Trump ha dato alla Russia 50 giorni per accettare un cessate il fuoco, minacciando pesanti sanzioni economiche, nel caso in cui l’accordo non venga raggiunto.