Iran: “Disposti a diluire l’uranio in cambio di revoca sanzioni statunitensi”

Nelle ultime settimane, l’Iran ha rilanciato la sua posizione nel complesso stallo diplomatico con gli Stati Uniti riguardo al suo programma nucleare. In una dichiarazione rilasciata l’9 febbraio 2026, il capo dell’Organizzazione dell’Energia Atomica iraniana, Mohammad Eslami, ha affermato che Teheran potrebbe essere disposta a diluire il suo stock di uranio altamente arricchito fino al 60 %, portandolo a livelli inferiori, se tutte le sanzioni economiche contro l’Iran fossero revocate. Questo materiale è attualmente arricchito vicino a livelli “soglia” significativi — 60 % è ben al di sopra del limite di 3,67 % previsto dall’accordo nucleare del 2015 e si avvicina a quello di oltre il 90 % considerato necessario per un’arma nucleare.

Diluire l’uranio significherebbe ridurre notevolmente la “purezza” di quest’ultimo, allontanandolo da livelli più vicini – secondo gli esperti in materia nucleare – alla produzione di materiale fissile per armi.

Le condizioni dell’Iran

Le autorità iraniane hanno chiarito che la diluizione dell’uranio non sarà considerata se non si raggiunge una revoca totale delle sanzioni finanziarie e commerciali imposte dagli Stati Uniti e da altri paesi occidentali. Teheran ha insistito che ogni avanzamento nel dialogo deve comprendere la tutela del suo diritto all’arricchimento di uranio per scopi civili, come previsto dal Trattato di non proliferazione nucleare.

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