Il cielo londinese si tinge di azzurro: Sinner vince Wimbledon

Il silenzio religioso del Centre Court si spezza in un boato. Jannik Sinner alza le braccia al cielo, incredulo. Poi si china sull’erba, abbassa lo sguardo, quasi a voler nascondere le sue emozioni.

L’abbraccio liberatorio con il suo team, i suoi genitori e il fratello Mark racconta tutto: la storia di un ragazzo cresciuto tra le vette delle Dolomiti a suon di racchette, di un amante dello sport che, con tenacia e disciplina, è riuscito a coronare il suo sogno. Jannik Sinner ha vinto Wimbledon. E lo ha fatto da fuoriclasse, battendo lo stesso avversario che a Parigi, solo un mese fa, lo aveva privato della gioia della vittoria, Carlos Alcaraz. Tre match point, come allora. Ma il dramma del Roland Garros non si è ripetuto. Sinner si è preso la sua rivincita.

È un risultato storico per lo sport italiano: nell’albo d’oro dei vincitori dello Slam più prestigioso del mondo viene scritto, per la prima volta in 148 anni, il nome di un italiano. Ciò che conta di più, però, al di là dei record, è il gioco del tennis. Ieri si è disputato uno dei match più intensi e spettacolari degli ultimi anni: servizi esplosivi, rovesci affilati, colpi da maestro. Gesti tecnici che solo due campioni come Sinner e Alcaraz sanno fare.

Foto di Tom Jenkins/The Guardian

Dopo quattro set combattuti (4-6, 6-4, 6-4, 6-4), Sinner ha conquistato il suo quarto Slam, aggiungendo l’ambito Gentlemen’s Singles Trophy alla sua bacheca, già impreziosita dai due trionfi di Melbourne e dalla coppa dello US Open. È stato più lucido, più feroce, più affamato del suo avversario. Così, il suo primato nel ranking mondiale è stato consolidato.

Ad applaudire Sinner, nel Royal Box, c’erano delle personalità di spicco, tra cui il principe William, la principessa Kate e il re di Spagna Felipe VI, oltre ad alcune leggende del tennis mondiale, come Chris Evert, Andre Agassi, Stefan Edberg e Lleyton Hewitt. Al termine del match, dopo essere stato premiato dalla principessa Kate, Sinner ha rivolto parole di stima e di gratitudine al suo avversario. “Grazie per il giocatore che sei, Carlos. Mi costringi sempre a migliorare”, ha detto Sinner, mentre stringeva orgogliosamente il trofeo tra le sue braccia. “Avevi già vinto due volte. Ora capisco l’emozione che si prova”. Poi si è affacciato alla balconata esterna, dalla parte sud-ovest dello stadio, e ha salutato il pubblico. Come un re.

Fonte: Sportal tramite Getty Images

Sinner è partito con il piede giusto, riuscendo a passare in vantaggio nel terzo turno di battuta di Alcaraz. Sembrava un inizio perfetto, ma il talento dello spagnolo non ha tardato a venir fuori: dopo aver recuperato lo svantaggio di 2-4, Alcaraz si è guadagnato meritatamente il primo set, grazie a un doppio fallo di Sinner e a un rovescio imprendibile. Sinner ha reagito immediatamente, strappando il servizio al suo avversario all’inizio del secondo set. Nonostante non sia stato in grado di sfruttare gli errori di Alcaraz, ha amministrato il vantaggio e ha riequilibrato la sfida.

I parziali successivi non hanno fatto altro che confermare l’andamento della partita. Sinner, da un lato, macinava gioco con costanza e comandava gli scambi, Alcaraz, dall’altro, soffriva il suo pressing e giocava sulla difensiva. I servizi impeccabili dell’azzurro non hanno dato ad Alcaraz la possibilità di rimontare lo svantaggio.

Foto di Marleen Fouchier/BSR Agency tramite Getty Images

Poi, l’ultimo game. Sinner serve. Ha tre match point a disposizione. La prima chance se ne va, a causa di un errore di rovescio. La tensione è palpabile, l’incubo “parigino” è dietro l’angolo. Ma il servizio successivo suggella il trionfo. È fatta.

Dopo 3 ore e 4 minuti, Sinner è il nuovo campione di Wimbledon.

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