La Global Sumud Flotilla continua la navigazione verso Gaza, nonostante le accuse mosse da Israele. L’IDF ha annunciato di aver trovato documenti che proverebbero un coinvolgimento diretto di Hamas nella missione, ma Maria Elena Delia, portavoce italiana della Flotilla, ha smentito fermamente tali affermazioni definendole propaganda e priva di prove concrete.
Delia ha rivolto un ultimo appello alle autorità israeliane affinché riconoscano la situazione e accettino una delle soluzioni alternative suggerite, tra cui quelle proposte dal Patriarcato della Chiesa cattolica, per consentire il passaggio degli aiuti umanitari in modo sicuro.
Il ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto, ha condiviso questo invito, ribadendo l’importanza di trovare un accordo che permetta l’arrivo degli aiuti senza ulteriori complicazioni.

Parallelamente, il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha riferito di aver contattato il suo omologo israeliano per chiedere che non venga fatta uso della violenza contro gli italiani coinvolti nella Flotilla.
Sul fronte internazionale, Donald Trump ha dichiarato di voler concedere ad Hamas un termine di tre o quattro giorni per accettare il suo piano di pace per Gaza. Questo piano prevede il rilascio degli ostaggi entro 72 ore, insieme a 250 prigionieri palestinesi, la formazione di un governo provvisorio per Gaza affidato agli Stati Uniti e a Tony Blair, e successivamente la definizione delle condizioni per la creazione di uno Stato palestinese.
Il premier israeliano Netanyahu ha espresso il suo consenso a 20 punti del piano Trump, ma ha precisato di non aver accettato la creazione di uno Stato palestinese. Hamas ha annunciato che risponderà nei prossimi giorni alle proposte, mentre l’Autorità Nazionale Palestinese e otto paesi arabo-islamici si sono detti favorevoli al piano di pace.