Elicottero militare russo sconfina in Polonia, Tusk: «Mosca vuole metterci alla prova»

Un elicottero militare russo ha violato lo spazio aereo polacco, rimanendovi per 42 secondi. Secondo il Comando operativo dell’esercito polacco, il velivolo, un Mi-8, è penetrato nel Paese per circa 300 metri, costringendo il governo a far decollare i suoi caccia in via precauzionale. «I caccia sono decollati all’istante e le forze di terra sono rimaste in stato di allerta. L’entità dell’episodio indica che la Russia sta ancora una volta mettendo alla prova la prontezza della nostra difesa aerea», si legge nel comunicato, pubblicato su X.

L’elicottero ha varcato i confini della Polonia mercoledì mattina, alle 11:08, e proveniva da Kaliningrad, il capoluogo dell’omonima exclave. L’incursione si inserisce in un contesto geopolitico molto teso, segnato dal moltiplicarsi di sconfinamenti ed episodi di sabotaggio attribuiti alla Russia nei Paesi della NATO. Solo la scorsa settimana, i procuratori polacchi hanno reso noto che un drone russo, dotato di una testata a frammentazione ad alto potenziale esplosivo, era stato rinvenuto nelle acque del Mar Baltico.

A causa della sua posizione geografica, la Polonia è in massimo stato di allerta per le conseguenze derivanti dalla guerra tra Russia e Ucraina. Il 17 settembre, il primo ministro polacco, Donald Tusk, ha avvertito che la Russia potrebbe lanciare degli attacchi contro i Paesi che sostengono l’Ucraina, spacciandoli per incidenti. Anche Macron ha affermato che il continente europeo è pericolosamente esposto agli attacchi ibridi, nonostante Vladimir Putin abbia ripetutamente assicurato di non avere intenzione di attaccare gli Stati europei.

Le dichiarazioni di Lavrov

Mentre i politici europei manifestano una crescente preoccupazione, il Ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, ha sostenuto con forza che è l’Europa, e non la Russia, ad utilizzare una retorica bellicosa e a invitare i suoi cittadini a prepararsi alla guerra. «Se l’Europa attaccherà la Russia, sarà una guerra completamente diversa da quella in Ucraina, e sarà molto breve», ha dichiarato. Secondo diverse fonti, la Germania sta
preparando gli ospedali per un possibile conflitto e la Lituania ha aggiornato i piani di evacuazione.

Al netto dei frequenti casi di sabotaggio russi e delle dichiarazioni allarmanti di alcuni ministri europei, però, il rischio di un possibile attacco della Russia contro la NATO non è imminente. Un funzionario della NATO, parlando a nome dell’alleanza, ha affermato che «non si vede alcun rischio imminente di attacco, al momento». Poi, però, ha aggiunto che «non si può essere ingenui o compiacenti» e che «bisogna assicurarsi che la NATO rimanga forte negli anni a venire».

L’Europa sta entrando in una guerra ibrida?

Quest’anno, i funzionari europei hanno accusato diverse volte Mosca di aver organizzato campagne di sabotaggi, attacchi informatici e sconfinamenti di droni, con l’obiettivo di mettere pressione ai Paesi europei e convincerli a ridurre il loro sostegno a Kiev. La Germania, ad esempio, ha sostenuto che dietro l’attentato terroristico all’aeroporto di Lipsia-Halle ci fosse la Russia. All’inizio di questo mese, la premier danese, Mette Frederiksen, ha accusato una fregata russa di aver sparato due razzi contro un elicottero militare danese.

Non tutti i sospetti, tuttavia, hanno trovato riscontro nelle indagini. Per il recente sabotaggio alla linea ferroviaria di Jedlanka, ad esempio, le autorità polacche hanno escluso la responsabilità russa, per stessa ammissione di Tusk. Ciononostante, la linea politica di Varsavia rimane intransigente. Nel suo intervento all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il presidente della Polonia, Karol Nawrocki, ha puntato il dito contro la «spietata persistenza» di Mosca nel «destabilizzare la regione». «Non siamo noi a cercare lo scontro», ha detto.

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