Cultura, Appia Regina Viarum è Patrimonio Unesco

Appia Regina Viarum è nella Lista del Patrimonio Mondiale Unesco. Con questo riconoscimento si moltiplicano le opportunità di valorizzazione, senza dimenticare che aumenta l’attrattività turistica relativa alle aree interne delle quattro regioni attraversate: Lazio, Campania, Basilicata e Puglia, per un totale di 89 comuni coinvolti. Il progetto Appia Regina Viarum rappresenta un’occasione per connettere le politiche di valorizzazione del patrimonio culturale con le strategie di sviluppo delle aree interne. La Via Appia attraversa territori che custodiscono una parte fondamentale della storia d’Italia e che oggi possono diventare un laboratorio per nuove forme di turismo sostenibile, basate sulla cultura, sulla prossimità e sulla qualità dell’esperienza. È un’occasione per studiare politiche di marketing del turismo con le quali proporre itinerari originali e ricchi di testimonianze storiche da ammirare. Questa promozione è finalizzata ad aumentare l’incoming dei turisti, scommettendo sull’industria del turismo come crescita economica dell’Italia. È un asset sicuramente interessante da valorizzare a beneficio dell’economia italiana, senza tralasciare il suo indotto.


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Il percorso culturale

Lungo il tracciato dell’Appia si incontrano aree ad altissimo valore paesaggistico e archeologico ma, spesso, caratterizzate da fragilità economiche e infrastrutturali. L’obiettivo del lavoro condotto da Isnart e dal Centro Studi Tagliacarne è stato quello di misurare e mettere a sistema queste potenzialità, integrando dati economici, turistici e culturali con strumenti di location intelligence.

Analisi di ISNART

Le aree interne, secondo la Strategia Nazionale (SNAI), sono quelle più lontane dai servizi essenziali ma ricche di risorse ambientali e culturali. «Le analisi Isnart hanno riguardato 124 aree progetto, coinvolgendo oltre 1.900 comuni, per misurare il livello di turisticità e di potenzialità culturale di ciascun territorio. È emerso – si legge nel Documento – un forte gap tra turisticità e potenzialità soprattutto nel Mezzogiorno – in regioni come Lazio, Campania, Basilicata e Puglia – dove il patrimonio esiste ma non è ancora adeguatamente valorizzato. Aree “modello” sono invece riferibili a Piemonte, Valle d’Aosta, Trentino-Alto Adige, Liguria, Lombardia e Friuli Venezia Giulia. Concentrandosi sulla Via Appia, lo studio mostra che i comuni attraversati da questo asse storico presentano indici di turisticità e potenzialità superiori rispetto alla media: nei comuni delle Aree interne è 38,3% contro 25,6% mentre, nel resto dei comuni, la turisticità è 52,2% contro 39,6%. Ciò dimostra che l’Appia può diventare un vero corridoio di sviluppo territoriale, capace di collegare centri urbani, borghi e aree rurali in un’unica narrazione di identità e accoglienza».

Quando la cultura promuove il turismo

Francesco Fravolini

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