Un’inondazione improvvisa, avvenuta al confine tra il Nepal e il Tibet, ha ucciso almeno 475 persone, senza contare i numerosi dispersi. Gli esperti sostengono che l’alluvione sarebbe stato causato dal crollo di un ghiacciaio nella regione dell’Himalaya. Le squadre di soccorso sono impegnate senza sosta nelle operazioni di ricerca, nel tentativo di salvare le persone travolte dall’inondazione. È probabile, quindi, che il numero delle vittime aumenti nelle prossime ore.
Non ci sono ancora dati certi sull’entità dei danni causati dall’alluvione e sul numero di vittime. La polizia nepalese, finora, ha registrato 475 morti, a cui se ne aggiungono altri tre nella contea di Gyirong, in Tibet, secondo quanto riferito da CCTV, l’emittente statale cinese. Presi complessivamente, i dispersi ammontano probabilmente a 1400. Le linee di trasporto sono completamente bloccate.
Quante persone sono morte?
Tra le 475 vittime, 64 sono state ritrovate nella valle del distretto di Chitwan. Altre 26, invece, sono state rinvenute a Nawalparasi Est. In un aggiornamento diffuso stamattina, l’Autorità nazionale nepalese per la riduzione e la gestione del rischio di disastri ha dichiarato che 910 persone risultano ancora disperse. Molti di questi erano stranieri. Sunil Sharma, il portavoce dell’Ente del Turismo, ha affermato che 644 turisti risultano ancora dispersi.
È probabile che, mentre l’alluvione era in corso, tali turisti si trovassero sul Monte Kalaish, in Tibet, un luogo sacro per gli induisti e i buddisti e meta di pellegrinaggio. Tra di loro figuravano 178 persone provenienti dall’India, più di 60 dagli Stati Uniti e cittadini di altri trenta Paesi, tra i quali Ucraina, Regno Unito, Sudafrica e Giappone. Il Dipartimento di Stato americano, tuttavia, ha affermato che i cittadini statunitensi dispersi sono 90.
Il governo nepalese ha mobilitato oltre 30.000 agenti delle forze di sicurezza per le operazioni di ricerca e soccorso. L’esercito, finora, ha tratto in salvo più di 100 persone con l’elicottero e anche coloro che erano rimasti intrappolati all’interno delle strutture del progetto idroelettrico di Trishuli. Decine di feriti sono stati trasportati a Kathmandu, per ricevere cure mediche.

Quali sono i danni materiali?
Le immagini mostrano edifici e strade completamente ricoperte dal fango e detriti rimasti appesi agli alberi. Nella prefettura di Shigatse, in Tibet, una strada a due corsie che costeggiava un fiume è rimasta completamente sepolta nel fango. Le riprese aeree mostrano anche che un lago, situato al confine tra Cina e Nepal, si sta espandendo pericolosamente, con il rischio che la diga possa cedere da un momento all’altro.
In Tibet, una colata di fango e detriti ha travolto un edificio portuale a più piani e inghiottito un parcheggio per autobus, nei pressi di un valico di frontiera. Le strade che conducono al valico sono rimaste gravemente danneggiate. Secondo quanto riportato dall’emittente statale cinese, lo strato di fango ha raggiunto un’altezza di oltre un metro e mezzo.
Quali sono le cause dell’alluvione?
All’inizio, l’US Geological Survey aveva segnalato un terremoto di magnitudo 4.4, a circa 65 chilometri a nord di Kathmandu. Successivamente, l’agenzia ha aggiornato la sua analisi, sostenendo che l’evento sismico fosse dovuto, in realtà, al crollo di un ghiacciaio. L’impatto del ghiacciaio sul fondo della valle è stato così potente che la colata di detriti ha causato un terremoto di magnitudo di 5.2.
Secondo gli scienziati, il cambiamento climatico è uno dei principali responsabili dello scioglimento dei ghiacciai nella regione dell’Hindu Kush-Himalaya. Questa è soggetta spesso a inondazioni simili: nell’agosto del 2025, un lago glaciale in Tibet è straripato a causa delle alte temperature. L’assottigliamento dei ghiacciai può aumentare il rischio di frane.