Un’accoglienza solenne ha segnato pochi minuti fa l’arrivo del presidente russo, Vladimir Putin, alla base militare Elmendorf-Richardson di Anchorage, in Alaska. Ad attenderlo, il presidente statunitense, Donald Trump, giunto per riceverlo personalmente appena sceso dall’aereo presidenziale russo. Si tratta del primo incontro tra Putin e un presidente degli Stati Uniti dal vertice con Joe Biden tenutosi a Ginevra nel 2021.

I due leader si sono stretti la mano sul tappeto rosso allestito per l’occasione. Trump ha salutato Putin con un applauso e un pollice alzato in segno di benvenuto, gesto ricambiato con un ampio sorriso da parte del presidente russo. Subito dopo, entrambi sono saliti a bordo della limousine presidenziale americana, nota come “The Beast”, lasciando inutilizzata la Aurus di fabbricazione russa predisposta per Putin. Una scelta che, secondo alcuni osservatori, simboleggia un’apertura di fiducia nei confronti della controparte americana.

Le immagini trasmesse in diretta dalle principali reti mostrano i due capi di Stato sorridenti e apparentemente rilassati, mentre si scambiano qualche battuta all’interno del veicolo.
Durante la foto di rito sulla pedana d’onore, nessuno dei due ha rilasciato dichiarazioni in merito alla tregua in Ucraina. Tuttavia, un nuovo scambio di strette di mano ha attirato l’attenzione dei giornalisti: secondo Rai News, il linguaggio del corpo di Putin — con la mano in posizione dominante, dorso verso l’alto — ha suggerito l’intento di affermare superiorità. Un gesto carico di significato, che potrebbe essere letto come un segnale politico non solo nei confronti degli Stati Uniti, ma anche dell’Ucraina e del suo presidente, Volodymyr Zelensky, rimasto escluso da questo bilaterale.

In origine previsto come un tête-à-tête ristretto, l’incontro vedrà, invece, la partecipazione di sei persone.
Per la delegazione americana, oltre a Donald Trump, saranno presenti:
- Marco Rubio, attuale Segretario di Stato, ex rivale di Trump alle primarie repubblicane del 2016, ora divenuto uno dei suoi alleati più stretti.
- Steve Witkoff, avvocato, immobiliarista e amico personale del presidente, recentemente nominato inviato speciale della Casa Bianca per le crisi internazionali, inclusi i dossier su Medio Oriente e guerra in Ucraina.

La delegazione russa sarà, invece, composta da:
- Sergej Lavrov, 75 anni, ministro degli Esteri dal 2004 e figura chiave della diplomazia del Cremlino.
- Yuri Ushakov, consigliere diplomatico di Putin, già ambasciatore russo negli Stati Uniti dal 1998 al 2008, noto per la sua profonda conoscenza delle dinamiche bilaterali con Washington.
Il bilaterale, ancora in corso, potrebbe aprire nuovi scenari sul piano geopolitico, in particolare sul futuro della guerra in Ucraina e sulle relazioni tra Mosca e Washington.