A Kabul nasce Women Business Prize

A Kabul nasce Women Business Prize nel mese di luglio 2025. Stiamo parlando della prima edizione del premio nazionale ideato da NOVE Caring Humans. L’obiettivo? Riconoscere e sostenere l’imprenditoria femminile in Afghanistan, paese nel quale per le donne è sempre più difficile studiare, lavorare, muoversi liberamente o addirittura farsi ascoltare. Conviene ricordare che l’economia è un’ottima occasione per dimostrare le proprie capacità, assicurando un contributo all’aumento della ricchezza della nazione. E questo valore aggiunto, se promosso dalle donne, viene interpretato negativamente. Non solo. Anche studiare viene boicottato dalla società. Si tratta di eredità culturali del passato che condizionano la vita attuale delle donne sia nella società, sia nell’economia. Ed è proprio da questa consapevolezza che nasce a Kabul Women Business Prize.  

Il progetto

Tutto comincia con una call nazionale diffusa attraverso ONG e reti comunitarie, con l’autorizzazione del Ministero Commercio e Industria (MOCI). Sono state molte le adesioni arrivate da tutto il Paese, anche dalle province più remote. E in meno di un mese, imprenditrici in varie fasi del proprio percorso, hanno dedicato tempo ed energie a preparare candidature dettagliate anche attraverso canali alternativi, spesso fuori dagli standard formali, ma fortemente simbolici. Tutte le partecipanti hanno risposto con grande entusiasmo, proponendo progetti di grande impatto, innovativi e visionari. È stata l’occasione per avere una fotografia sociale ed economica attuale della condizione femminile in Afghanistan.

La proposta di modelli business a Kabul

Sono spesso sviluppati in contesti di forte marginalità e condividono alcuni tratti comuni: una spiccata attenzione alla sostenibilità di lungo periodo, all’empowerment femminile, alla qualità del lavoro e alla formazione delle donne più vulnerabili. L’imprenditoria si conferma sia come strumento di sopravvivenza, sia come leva concreta di cambiamento, inclusivo e solidale. Alcune imprenditrici hanno creato reti locali di formazione per donne disoccupate, altre hanno trasformato attività artigianali in piccole realtà di esportazione. Alcune donne hanno investito in produzione alimentare e marketing digitale, altre hanno avviato laboratori di sartoria sostenibile o incubatori comunitari, qualcuna ha creato piattaforme comunitarie per sostenere le microimprese femminili più marginalizzate.

Le tre vincitrici

Nilab Hakimi – Presidente della Nahid Neda Trading and Construction Company a Kabul, un’impresa solida guidata da donne nei settori della logistica, delle forniture industriali e delle costruzioni. La sua è una leadership concreta, capace di unire visione strategica e impegno sociale. Nasrin Mawlany – con l’Idea Imprenditoriale Alara – Innovation Team and Local Production – Mazar-e-Sharif. Una produzione e distribuzione di assorbenti igienici riutilizzabili in tessuto anallergico e resistente. Il progetto, sostenibile e replicabile, punta sull’inclusione economica, affidando la produzione e la vendita a donne del territorio. Marziyeh Arefi ha ideato il progetto Shahdin Nili, una piccola fabbrica per la produzione di conserve naturali. Con una filiera tutta al femminile, Marziyeh, ex funzionaria pubblica e fondatrice della Camera di Commercio Femminile della provincia, unisce sviluppo economico, sostenibilità e empowerment. Le tre vincitrici, selezionate da una giuria internazionale composta da esperti e rappresentanti istituzionali, riceveranno un premio in denaro per sostenere lo sviluppo dell’impresa e parteciperanno a un programma di mentoring di tre mesi, per rafforzare le strategie di crescita e la sostenibilità delle attività.

Il ruolo dell’imprenditorialità

È proprio dai molteplici progetti raccolti emerge che l’imprenditorialità non è solo sopravvivenza ma è anche trasformazione. Per questo motivo la Fondazione Avvenire ha assegnato un premio fuori concorso ad un centro tecnologico al femminile che vuole lanciare uno spin-off per la produzione locale di cavi USB. Questa edizione del Premio è stata realizzata con il sostegno di Uplift Afghanistan Fund, donatore di Nove, che ha contribuito a rendere possibile l’iniziativa. Il Premio è stato intestato al Gruppo FS Italiane, in riconoscimento del sostegno costante a NOVE e per l’impegno concreto contro le discriminazioni e per l’equità di genere.

Francesco Fravolini

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