“A breve ci sarà un nuovo incontro con Trump”. Con un messaggio laconico, pubblicato ieri sul suo account di X, Volodymyr Zelensky ha annunciato un imminente colloquio con il presidente degli Stati Uniti, senza fornire ulteriori indicazioni. Tutto ciò che è dato sapere è che la discussione del nuovo piano di pace per la guerra in Ucraina avverrà “prima di Capodanno”.
La notizia è giunta in seguito alle conversazioni telefoniche con l’inviato speciale statunitense, Steve Witkoff, e il genero di Trump, Jared Kushner, oltre ai ripetuti “contatti” tra i rappresentati della Casa Bianca e il segretario del Consiglio per la Sicurezza Nazionale ucraino, Rustem Umerov. Zelensky ha anche specificato che i leader dell’Unione Europea potranno partecipare all’incontro da remoto.

L’incontro con Trump
L’annuncio enigmatico di Zelensky ha iniziato a prendere forma con l’emergere delle prime indiscrezioni. Secondo quanto è stato affermato da alcuni funzionari ucraini, l’incontro tra Zelensky e Trump si terrà domani a Mar-a-Lago, in Florida. La notizia è stata riportata da Axios e dal Kyiv Post, ma le fonti diplomatiche hanno sottolineato che, almeno per ora, quella del 28 dicembre è una data provvisoria.
Se mai dovesse verificarsi, la visita di Zelensky negli Stati Uniti rappresenterebbe un significativo passo in avanti nei colloqui di pace. Trump, infatti, aveva dichiarato precedentemente che l’incontro con Zelensky sarebbe stato organizzato solo se ci fossero state le condizioni necessarie e se l’accordo fosse stato vicino. Zelensky è intenzionato a discutere con Trump delle garanzie di sicurezza e, in particolare, del piano di pace statunitense: “Il piano in 20 punti è pronto al 90%. Il nostro obiettivo è ultimare il lavoro”.
Il piano di pace in 20 punti
A novembre, le trattative tra Russia e Ucraina, mediate dagli Stati Uniti, avevano partorito un piano di pace in 28 punti, considerato irricevibile dall’Ucraina, in quanto prevedeva una serie di concessioni territoriali alla Russia e la riduzione dell’esercito ucraino. Il 24 dicembre, però, Zelensky ha presentato una sua versione del piano, strutturato in 20 punti, che tra le altre cose prevede il ritiro di tutte le truppe dal Donbass e la creazione di una zona demilitarizzata. Di seguito, i 20 punti del piano aggiornato.
- L’Ucraina è uno Stato sovrano.
- Questo documento costituisce un accordo di non aggressione tra Russia e Ucraina. Per sostenere la pace a lungo termine, verrà istituito un meccanismo per la supervisione della linea di contatto.
- L’Ucraina riceverà solide garanzie di sicurezza.
- Le forze armate ucraine rimarranno a 800.000 effettivi in tempo di pace.
- Gli Stati Uniti, la NATO e gli Stati firmatari europei forniranno all’Ucraina garanzie di sicurezza che rispecchiano l’articolo 5.
- La Russia formalizzerà una politica di non aggressione nei confronti dell’Europa e dell’Ucraina.
- L’Ucraina diventerà membro dell’Unione Europea entro un periodo di tempo specificamente definito e godrà di un accesso privilegiato al mercato europeo.
- È previsto un pacchetto di sviluppo per l’Ucraina, da definire in un accordo separato.
- Saranno istituiti diversi fondi per la ripresa dell’economia ucraina, la ricostruzione delle aree e delle regioni danneggiate e la questione umanitaria.
- L’Ucraina accelererà il processo di conclusione di un accordo di libero scambio con gli Stati Uniti.
- L’Ucraina rimarrà uno Stato non nucleare.
- La centrale nucleare di Zaporizhzhia sarà gestita congiuntamente da Ucraina, Stati Uniti e Russia.
- Entrambi i Paesi belligeranti si impegneranno a implementare nuovi programmi educativi nelle scuole, che promuovano la comprensione e la tolleranza verso le culture diverse e che eliminino il razzismo e i pregiudizi. L’Ucraina applicherà le norme dell’Unione Europea sulla tolleranza religiosa e sulla tutela delle lingue minoritarie.
- Nelle regioni di Donetsk, Luhansk, Zaporizhzhia e Kherson, la linea di dispiegamento delle truppe alla data del presente accordo è di fatto riconosciuta come linea di contatto. La Russia deve ritirare le sue truppe dalle regioni di Dnipropetrovsk, Mykolaiv, Sumy e Kharkiv, affinché il presente accordo entri in vigore. Forze internazionali saranno dispiegate lungo la linea di contatto per monitorare il rispetto dell’accordo.
- Sia la Russia che l’Ucraina si impegneranno a non modificare tali accordi con la forza.
- La Russia non impedirà all’Ucraina di utilizzare il fiume Dnipro e il Mar Nero per scopi commerciali.
- Sarà istituito un comitato umanitario per risolvere le questioni in sospeso, tra le quali lo scambio dei prigionieri di guerra e la restituzione di tutti i civili e gli ostaggi detenuti, compresi i bambini.
- L’Ucraina dovrà indire elezioni il prima possibile.
- Il presente accordo è giuridicamente vincolante. La sua attuazione sarà monitorata e garantita da un Consiglio di Pace, presieduto da Trump. Ucraina, Europa, NATO, Russia e Stati Uniti faranno parte di questo meccanismo. In caso di violazioni, saranno applicate sanzioni.
- Una volta che tutte le parti avranno concordato questo accordo, entrerà immediatamente in vigore un cessate il fuoco.
I nodi da sciogliere
I punti più problematici del piano di pace sono quelli riguardanti la cessione dei territori alla Russia e la gestione della centrale nucleare di Zaporizhzhia. Secondo il giornale russo Kommersant, Putin è intenzionato ad accordare con gli Stati Uniti una gestione congiunta della centrale nucleare, senza la partecipazione dell’Ucraina. Kiev, invece, vorrebbe condividerla solo con gli americani, escludendo la Russia. La centrale nucleare di Zaporizhzhia è la più grande centrale nucleare d’Europa. L’impianto si trova nei pressi di Energodar, sulla riva sinistra del fiume Dnepr. La Russia ne ha assunto il controllo nel marzo 2022.

Per quanto riguarda i territori, la situazione è rimasta inalterata. Il leader del Cremlino ha ribadito la sua volontà di ottenere l’intero Donbass, composto dalle regioni di Donetsk e Luhansk. Zelensky, invece, non è disposto a cedere la fetta orientale del Paese. Attualmente, l’esercito russo detiene il controllo di circa l’80% dell’oblast’ di Donetsk e della pressoché totale estensione di quello di Luhansk.
Vi sono, inoltre, alcune discordanze in merito alla durata dell’eventuale cessate il fuoco, che entrerebbe in vigore una volta firmato l’accordo. Secondo un funzionario statunitense, mentre l’Ucraina accetterebbe volentieri una tregua di 60 giorni, la Russia vorrebbe che la sua durata fosse più breve.
L’UE e la Russia si accusano a vicenda
Nel frattempo, Russia e Unione Europea hanno partecipato a un acceso e reciproco scambio di accuse. La portavoce della Commissione europea, Arianna Podestà, ha fatto notare che “la Russia non è interessata né alla pace né al cessate il fuoco”. Quindi, ha confermato il sostegno militare all’Ucraina e ribadito la volontà di “rimanere in contatto con i partner ucraini, per giungere a una fine giusta, duratura e globale della guerra russa”. “L’approccio dell’Europa rimane duplice”, ha concluso. “Continuare a sostenere l’Ucraina e aumentare la pressione sulla Russia, affinché sieda seriamente al tavolo dei negoziati”.

Per il viceministro degli Esteri russo, Sergej Ryabkov, una soluzione al conflitto in Ucraina “è vicina”. Tuttavia, ha aggiunto, “sembra che Kiev e l’Europa facciano di tutto per affossare l’accordo”. Le dichiarazioni sono state rilasciate nel corso del talk show 60 Minuti, andato in onda sull’emittente Rossija-1. “Credo che il 25 dicembre 2025 rimarrà nella nostra memoria come una data simbolica, il giorno in cui ci siamo avvicinati a una soluzione”, ha affermato. “Se si riuscirà a fare lo sforzo finale e a raggiungere un accordo, questo dipenderà da noi e dalla volontà politica della controparte”.
L’attacco su Kiev
Mentre i colloqui proseguono a rilento, l’esercito russo è tornato a colpire la città di Kiev con missili e droni. Secondo quanto è stato riferito dal Servizio di emergenza statale ucraino, l’attacco, avvenuto nella notte tra venerdì e sabato, ha interessato aree industriali e residenziali. Il governatore della regione, Mykola Kalachnyk, ha confermato che una persona è stata uccisa e che diverse altre sono rimaste ferite. Gli attacchi hanno provocato anche interruzioni di corrente a Brovary, una cittadina situata a circa 20 chilometri dalla capitale. I sistemi di difesa ucraini sono entrati in funzione, riuscendo a limitare i danni.

In via precauzionale, anche la Polonia ha fatto decollare i propri aerei militari, con lo scopo di perlustrare le proprie aree periferiche. Negli ultimi mesi, è capitato spesso che alcuni droni russi sconfinassero in Polonia. A causa delle operazioni militari in corso, gli aeroporti delle città orientali di Rzeszów e Lublino sono stati chiusi temporaneamente, per poi essere riaperti.