Arrestato nel Riminese il presunto responsabile dell’attentato al Nord Stream

Un ex ufficiale delle forze armate ucraine, sospettato di aver coordinato il sabotaggio dei gasdotti Nord Stream nel 2022, è stato fermato dai Carabinieri nella cittadina costiera di San Clemente, in provincia di Rimini. L’arresto, avvenuto mercoledì grazie alla collaborazione tra Carabinieri, Interpol e autorità tedesche, è stato eseguito sulla base di un mandato d’arresto europeo emesso dalla Corte federale di Giustizia tedesca. L’uomo, identificato come Serhij Kuznetsov, è ora detenuto nel carcere di Rimini, in attesa di estradizione in Germania.

Il caso Nord Stream

L’arresto di Kuznetsov segna una svolta fondamentale nella conduzione delle indagini su uno degli atti di sabotaggio più gravi degli ultimi anni: quello del Nord Stream. Il 26 settembre 2022, alcune esplosioni sottomarine danneggiarono gravemente le condotte Nord Stream 1 e Nord Stream 2, le due infrastrutture chiave per il trasporto del gas russo verso l’Europa attraverso il Mar Baltico. Le deflagrazioni, avvenute in un contesto geopolitico già teso a causa della guerra in Ucraina, provocarono danni economici e strategici ingenti, pur senza causare vittime.

Fonte: Reuters

Con una capacità combinata di 110 miliardi di metri cubi all’anno, i gasdotti Nord Stream 1 Nord Stream 2 rappresentavano due dei principali canali energetici che collegavano la Russia nord-occidentale alla Germania. La loro distruzione non solo ha scatenato un’inchiesta internazionale che ha coinvolto diversi Paesi, ma ha anche accentuato la crisi energetica europea e ridotto drasticamente le opzioni per le forniture di gas al continente, rendendo ancora più fragile il delicato equilibrio tra indipendenza energetica e sicurezza.

Fonte: Internazionale

“Operazione Diameter”

Stando a quanto è stato riportato dalle autorità tedesca, Serhij Kuznetzov avrebbe coordinato l’operazione segreta, che è stata ideata dagli alti ufficiali dell’esercito ucraino. Il piano, denominato “Operazione Diameter”, sarebbe stato supervisionato dal generale Valeriy Zaluzhniy, all’epoca comandante in capo delle forze armate. Ma il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, pur essendone informato, avrebbe tentato di interrompere la missione, soprattutto dopo le pressioni dell’allora presidente degli Stati Uniti, Joe Biden. Tuttavia, il sabotaggio è stato portato a termine.

Fonte: Sito ufficiale del presidente dell’Ucraina

Secondo l’Ufficio della Procura tedesca, il commando guidato da Kuznetzov, composto da due militari e quattro sommozzatori civili, avrebbe noleggiato uno yacht a Rostock, sulla costa nord-orientale della Germania, utilizzando documenti di identità falsi. Dopodiché avrebbe attraversato il Mar Baltico, finendo per piazzare gli ordigni esplosivi nei pressi dell’isola danese di Bornholm.

L’arresto a San Clemente

Serhij Kuznetzov e la sua famiglia sono entrati in Italia nel 18 agosto 2023, dopo aver preso un volo dalla Polonia. Una volta arrivato a San Clemente, Kuznetzov ha effettuato la registrazione in un alloggio con l’utilizzo del proprio passaporto, facendo scattare l’allerta. L’arresto è avvenuto poco prima di mezzanotte, mentre Kuznetzov rientrava nel suo bungalow. L’ex ufficiale non ha opposto resistenza.

Se il giudice della Corte d’Appello di Bologna approvasse la sua estradizione in Germania, Serhij Kuznetzov dovrà rendere conto alla Procura tedesca delle accuse di “uso di esplosivi, sabotaggio anti-costituzionale e distruzione di infrastrutture rilevanti”. Se riconosciuto colpevole, rischierebbe fino a 15 anni di prigione, pena che potrebbe essere ridotta in caso di collaborazione con le autorità tedesche.

Fonte: ANSA

Sviluppi giudiziari

Nonostante Zaluzhniy e Zelensky abbiano ripetutamente negato il coinvolgimento dell’Ucraina nell’operazione, l’arresto di Kuznetzov rappresenta il primo concreto sviluppo nelle indagini sul caso Nord Stream. Stefanie Hubig, la ministra della Giustizia tedesca, ha dichiarato: “Politicamente, siamo fermamente dalla parte dell’Ucraina e continueremo a esserlo. Ma ciò che conta per me è che la Germania sia uno Stato di diritto, dove i crimini vengono indagati fino in fondo”.

Serhij Kuznetzov non è il primo sospettato ad essere stato individuato: un sommozzatore polacco coinvolto nell’operazione era già stato identificato nel 2023, ma è fuggito in Ucraina, Paese che non concede l’estradizione dei propri cittadini. Secondo la ricostruzione del Wall Street Journal, Kuznetzov, prima di essere ingaggiato dai servizi segreti ucraini per portare a termine la missione segreta, aveva fatto parte di un’unità di élite a difesa di Kiev all’inizio dell’invasione russa, nel febbraio del 2022. L’uomo aveva comandato un’unità impegnata nella difesa aerea, tenendo testa all’offensiva che, nei piani di Putin, mirava a prendere rapidamente il controllo della capitale ucraina.

Foto di Anatolij Stepanov/AFP tramite Getty Images

La crisi energetica europea

I gasdotti Nord Stream 1 (operativo dal 2011) e Nord Stream 2 (completato nel 2021, ma mai attivato) erano i due simboli più visibili del controverso legame energetico tra l’Europa e la Russia. Dopo lo scoppio della guerra in Ucraina, entrambi i gasdotti sono stati sanzionati dall’Unione Europea. La loro distruzione ha ridotto drasticamente le opzioni per il trasporto del gas russo in Europa, lasciando come unico corridoio strategico i gasdotti che attraversano l’Ucraina, proprio mentre il Paese è teatro di guerra. Ne sono derivati, dunque, l’aggravamento della crisi energetica europea e il rafforzamento della posizione di Mosca.

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