Taiwan: via all’esercitazione militare più grande di sempre

Taiwan ha appena avviato l’esercitazione militare più imponente della sua storia. Si tratta di Han Kuang 2025, la 41esima edizione della consuetudinaria esercitazione militare annuale svolta da Taiwan. Stando a quanto è stato detto dai funzionari del Ministero della Difesa, il governo di Taiwan ha inaugurato l’esercitazione il 9 luglio, lanciando degli attacchi simulati contro le sue infrastrutture di comando. Gli obiettivi di Han Kuang 2025 sono chiari: testare le difese militari di Taipei, misurare le reazioni della popolazione taiwanese alle situazioni di emergenza e perfezionare le tecniche di addestramento dei soldati, il tutto nell’ottica di una possibile invasione cinese.

Negli ultimi anni, Pechino ha intensificato la sua presenza militare attorno all’isola di Taiwan, attraverso la pianificazione di esercitazioni militari e di pattugliamenti giornalieri. Poiché il governo cinese considera Taiwan una provincia ribelle da “riunificare” (anche con l’uso della forza, se necessario), Han Kuang si è ingrandito in modo significativo.

Lanciate per la prima volta nel 1984, le manovre militari di Han Kuang prevedono il dispiegamento di migliaia di soldati su alcune aree strategiche, come le coste, le basi aeree, le infrastrutture critiche, le città e le isole periferiche. Solitamente, queste esercitazioni militari durano 5 giorni e simulano degli scenari di guerra caratterizzati dall’impiego di mezzi anfibi, di sistemi di intercettazione missilistica e di tattiche di guerriglia urbana. Stavolta, però, l’esercitazione militare durerà 10 giorni e coinvolgerà anche la popolazione civile, attraverso l’invio di alert sui cellulari dei cittadini taiwanesi e l’utilizzo delle sirene antiaeree. Il traffico stradale sarà limitato, mentre i negozi, gli hotel e i mercati dovranno sospendere temporaneamente le attività.

Foto di Ann Wang/Reuters

Alle esercitazioni prenderanno parte attiva circa 22.000 riservisti, un numero che rappresenta il doppio rispetto a quello che è stato registrato l’anno scorso. I soldati taiwanesi utilizzeranno non solo i droni, i lanciarazzi e i missili sviluppati localmente, come i missili terra-aria Sky Sword, ma anche i carri armati M1A2T Abrams e i sistemi missilistici HIMARS, prodotti da Lockheed Martin, un’impresa statunitense attiva nei settori dell’ingegneria spaziale e della difesa. I sistemi missilistici HIMARS sono identici a quelli che gli Stati Uniti hanno inviato all’Ucraina. “Questo è l’addestramento Han Kuang più grande di sempre”, ha affermato Tung Chi-hsing, il capo della divisione di pianificazione delle operazioni congiunte del Ministero della Difesa.

Stando a quanto è stato riportato dall’agenzia di stampa statunitense Associated Press, l’addestramento non si concentrerà su un singolo attacco, ma su “una guerra prolungata, che si svolgerà sulle spiagge e nelle città”. Per questo motivo, sono state rinforzate, attraverso l’installazione di ostacoli e fortificazioni, le cosiddette “Spiagge Rosse”, ossia le probabili zone di sbarco dell’esercito cinese. Le fasi dell’esercitazione, inoltre, saranno dedicate alla formulazione di una risposta efficace alle tattiche di guerra della “zona grigia” della Cina, come gli attacchi informatici e le campagne di disinformazione, a cui Taiwan è sempre più esposto. Secondo il governo di Taipei, queste mosse stanno preparando il terreno per una guerra vera e propria.

Anche gli Stati Uniti sono dello stesso avviso. Un mese fa, Pete Hegseth, il Segretario della difesa statunitense, ha messo in guardia il mondo intero dal pericolo cinese, sostenendo che Xi Jinping avrebbe invaso il Taiwan entro il 2027. Si tratta di una data ipotetica, frutto delle congetture dei funzionari e dei generali statunitensi. Pechino non l’ha mai confermata. “Qualsiasi tentativo della Cina comunista di conquistare Taiwan con la forza avrebbe conseguenze devastanti sull’Indo-Pacifico e sul mondo”, ha detto Hegseth. “La minaccia cinese è concreta e imminente”.

Foto di Alexander Kubitza/U.S. Department of Defence

La risposta del governo cinese all’imponente esercitazione militare taiwanese non si è fatta attendere. “L’esercitazione Han Guang non è altro che un bluff, un inganno del DDP volto a convincere i cittadini taiwanesi a salire sul carro dell’indipendenza di Taiwan”, ha affermato il portavoce del Ministero della Difesa cinese, Jiang Bing. “Non importa quali armi utilizzeranno. I taiwanesi non potranno resistere alla spada anti-indipendenza dell’Esercito Popolare di Liberazione e all’inevitabile riunificazione della madrepatria”. La Cina, inoltre, ha vietato la vendita di prodotti “a duplice uso” a otto imprese taiwanesi. Il Ministero del Commercio della Cina ha già utilizzato simili tattiche in passato, soprattutto contro le aziende americane che sostengono l’industria della difesa di Taiwan.

Dall’altra parte, il presidente di Taiwan, Lai Ching-te, si oppone fermamente alle rivendicazioni di sovranità della Cina e sostiene che spetta al popolo dell’isola decidere del proprio futuro. Lai Ching-te ha annunciato 17 proposte di riforma della sicurezza, a causa dell’aumento dei presunti casi di spionaggio all’interno delle principali istituzioni di Taiwan. Secondo un rapporto dell’Ufficio per la Sicurezza Nazionale di Taiwan, dal 2020 sono state accusate di aver trasmesso informazioni riservate alla Cina ben 159 persone. Di queste 159 persone, 64 sono state sottoposte a procedimento giudiziario solamente nel 2024.

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