NEW YORK – E’ una mattina di martedì e le strade a Lower Manhattan affollano di gente che corrono avanti e indietro abbracciati dai grattacieli newyorkesi. Ad un tratto un boato, “un incendio?” pensarono i passanti per una Vesey Street mai silenziosa come in quel momento. Erano le ore 08:46 quando un aereo dell’American Airlines 11 si schiantò tra il 93° e il 99° piano del complesso Nord del World Trade Center.
In un attimo le fiamme si potevano notare dal basso e la sensazione che fosse qualcosa di più grande di un semplice incendio divenne facilmente palpabile. Dopo una manciata di minuti, ore 09:03, un altro aereo colpì la Torre Sud, un American Airlines 175.
Ore 10:28 A.M. – entrambe le torri crollano come un castello di carte dopo una folata di vento. Un vento che scosse gli Stati Uniti d’America per ben 10 anni, prima della cattura del responsabile. “Non si vedeva più nulla, sembrava di stare all’inferno” – raccontò un superstite ai microfoni del New York Times.
The falling man, Richard Drew (2001)
E ci fu chi, tra le migliaia di persone, decise di immortalare quel momento in una fotografia: Richard Drew, un fotografo dell’agenzia Associated Press (AP). E la stessa fotografia divenne uno dei simboli per commemorare quella mattinata in cui persero la vita più di 3000 persone.
The falling Man – Wired Italia (Richard Drew)

Ma perchè proprio le torri gemelle?
Il motivo per cui Osama Bin Laden decise di attaccare il World Trade Center (il Pentagono e la Casa Bianca) è legato all’ideologia politica di al-Qaeda. Una protesta contro la presenza militare degli USA nel Medio Oriente.
Ma Osama Bin Laden non è stato l’unico protagonista dell’attentato. L’intelligence americana, dopo studi e ricerche in ogni angolo e cittadino, arrivò (dopo diversi anni dall’attentato) alla conclusione che vi fosse un ulteriore attentatore a cui dare la caccia: Khalid Sheikh Mohammed, o meglio detto Ksm.
Khalid Sheikh Mohammed, KSM: l’architetto terrorista
Nato in Kuwai nel 1964, la carriera di KSM da jihadista si sviluppò sin da giovane, quando si trasferì negli Stati Uniti per studi universitari. Dopo aver completato gli studi, si unì a gruppi radicali e si legò a Osama bin Laden e ad al-Qaeda. È stato coinvolto in numerosi complotti terroristici prima degli attacchi dell’11 settembre, ma il suo ruolo cruciale è stato quello di pianificare e orchestrare gli attacchi stessi.
Una volta identificato in Pakistan, nel 2003 le forze militari dell’intelligence americana e pakistana organizzarono la missione per la sua cattura. Venne portato a Cuba, a Guantanamo Bay, un carcere in cui sono ammesse tecniche di persuasione invasiva e che accettava, con limiti prestabiliti, la violenza fisica nei confronti dei detenuti.
Ad oggi Khalid Sheikh Mohammed non è morto. Attualmente, è ancora detenuto a Guantanamo Bay, dove continua a essere processato. La sua condanna definitiva non è stata emessa, e il suo processo continua a essere oggetto di contenziosi legali.
La stampa attacca la CIA, Bin Laden è sparito
E’ il 2008 e i servizi segreti americani non riescono in alcun modo a trovare il leader di al-Qaeda. I civili addirittura incolpano i servizi stessi di essere responsabili e di non essere in grado di difendere il Paese come dovrebbero, a New York iniziano manifestazioni fuori la White House.
Gennaio 2009, l’alba della Presidenza di Barak Obama segna un punto di svolta nelle indagini. Un uomo è stato identificato in una casa ad Abbottabad (Pakistan), potrebbe trattarsi di Bin Laden.
Bin Laden si nascondeva in un complesso fortificato a Abbottabad, una città a circa 50 km a nord di Islamabad, la capitale del Pakistan. Il complesso era molto sicuro, con mura alte e poche finestre, e si trovava vicino a una scuola militare pakistana, il che aveva suscitato alcune speculazioni sulla possibilità che le autorità pakistane fossero a conoscenza della sua presenza.
Le ricerche vanno avanti per mesi, dando il tempo alla presidenza degli USA di decidere come muoversi. Una volta presa la decisione, inizia il reclutamento di una squadra, che poi sarà la SEAL team 6, e un esercitazione avanzata in cui è stato ricostruito il complesso ad Abottabad più di 100 volte (è stato espressamente dichiarato che l’interno del complesso veniva modificato ogni volta)
Maggio 2011, l’inizio della fine
Una stanza ovale mai tanto silenziosa e carica di tensione, quella del 2 maggio 2011. Il giorno in cui la SEAL team 6 entra all’interno del complesso in cui si presume abiti Osama Bin Laden. L’edificio viene avvicinato da due elicotteri, gestiti in modo da dividersi i compiti d’esterno che avrebbero facilitato l’accesso all’interno della casa.
Nonostante vari ostacoli trovati lungo il percorso, l’operazione riuscì nell’intento e dopo 5 minuti dall’ingresso nell’edificio, viene ucciso Osama Bin Laden (ore 01:05, Pakistan).
La notizia della morte venne poi trasmessa in diretta dal Presidente Obama, acclamando un pubblico che si prestò a festeggiare fuori le mura della Casa Bianca.
“We mourn the loss of thousands of our citizens, but we also stand strong in our commitment to justice.” – Barak Obama