Le Marche ospitano i soldati israeliani in congedo, lo denuncia il Fatto Quotidiano

Tra il 2024 e il 2025, alcune località delle Marche hanno ospitato i soldati israeliani in congedo per aiutarli ad affrontare lo stress post-bellico e a sostenere i periodi di cosiddetta “decompressione”. La loro presenza è stata discreta e in gran parte non comunicata alle autorità locali. Solo di recente, attraverso le testimonianze dei cittadini e degli operatori turistici, la notizia ha iniziato a emergere.

Cos’è la decompressione?

La pratica non è nuova: prevede l’invio di soldati in luoghi lontani dai teatri di guerra per facilitare il recupero psicofisico. Da quando è iniziata la guerra a Gaza, che ha visto l’impiego di circa 130mila soldati israeliani, i casi documentati di disturbo da stress post-traumatico (PTSD) sono stati 3.770, con 16 suicidi solo nel 2025. Per fronteggiare l’emergenza psicologica, è stata creata una rete internazionale di accoglienza che organizza soggiorni all’estero, spesso in aree naturali e poco affollate.

Le Marche, con le loro zone montane e costiere isolate, sono diventate una delle destinazioni predilette. Località come Sirolo, le Grotte di Frasassi, i Monti Sibillini e il lago di Fiastra sono state scelte per la loro tranquillità e per la possibilità di evitare l’esposizione mediatica.

Prime Minister of Israel on X: "Prime Minister Benjamin Netanyahu visited  the IDF Ofer Base where he met with commanders and soldiers from the 636th  Field Intelligence Unit. https://t.co/m1YB16SouC https://t.co/k9rIrvGtdO" /  X
Fonte: X

Un’attività svolta sotto traccia

Secondo quanto confermato da alcune fonti delle forze dell’ordine italiane, i militari israeliani non si sono mai mossi da soli, ma sono stati accompagnati da uomini della Digos. “Non si tratta di una scorta, ma di un servizio di protezione preventiva, applicato anche in altri contesti simili”, precisano le autorità. Tuttavia, i sindaci dei comuni coinvolti non erano mai stati informati della loro presenza.

I soldati, generalmente giovani tra i 20 e i 30 anni, non alloggiavano in alberghi o strutture turistiche convenzionali, ma in case private, in piccoli gruppi di due o tre persone. Le generalità fornite non sempre risultavano verificabili.

Le testimonianze locali

La presenza dei militari è passata inizialmente inosservata, complice l’aspetto da comuni turisti. Tuttavia, alcune persone hanno iniziato a notare dei comportamenti atipici.

Valentina, una ragazza di 22 anni di Porto San Giorgio, racconta così il suo incontro con uno di loro: “Non era come gli altri ragazzi. Quando gli ho chiesto di scattare una foto, si è coperto il volto con la mano e ha quasi urlato: ‘No, niente foto’. Aveva gesti rigidi, meccanici, parlava a scatti. Solo dopo ho capito che era un soldato”.

Altri, come Luciano Sgambetterra, proprietario di un bar e direttore del giornale locale Inchiostro, raccontano di gruppi di giovani che frequentavano il suo locale la sera, seduti sempre agli stessi tavoli, senza mescolarsi con gli altri clienti: “Sembravano turisti, ma si capiva che erano molto uniti, disciplinati”.

Foto di Menahem Kahana/AFP tramite Getty Images

Una guida ambientale, intervistata dal media Pressenza, ha riferito di aver incontrato a Sirolo un gruppo con alcuni ragazzi che indossavano la kippah, accompagnati da un uomo italiano identificato come un agente della Digos. Era il dicembre del 2024.

Durante il Giro d’Italia, a Fiastra, la presenza di un pullman con a bordo alcuni soldati dell’IDF ha destato una certa preoccupazione tra gli organizzatori, per il timore che ciò potesse scatenare contestazioni da parte del pubblico. Alcuni residenti parlano di comportamenti corretti, altri riferiscono di episodi di indisciplina, senza entrare nei dettagli.

Esiste un accordo tra Italia e Israele?

Resta da chiarire se esista un accordo formale tra Italia e Israele che autorizzi questo tipo di soggiorni. Le modalità con cui i militari sono arrivati e sono stati ospitati non risultano trasparenti e hanno sollevato degli interrogativi tra la popolazione locale, soprattutto a Porto San Giorgio e Fiastra.

Un aspetto controverso riguarda anche i fondi pubblici coinvolti. La Regione Marche, infatti, ha finanziato negli ultimi anni un progetto chiamato Itinerari Ebraici Marchigiani, con uno stanziamento di 20 mila euro nel 2024 e di 10 mila nel 2025, destinato alla promozione turistica e culturale della storica presenza ebraica nella regione. Il Fatto Quotidiano, che ha condotto l’inchiesta, ha chiesto chiarimenti alla Regione sull’eventuale utilizzo di questi fondi per le attività di “decompressione” dei militari israeliani. La risposta ufficiale è stata: “Non siamo a conoscenza dell’eventuale partecipazione di soldati israeliani ai tour naturalistici previsti dal programma”.

Fonte: Wikipedia

Un dibattito complesso

L’episodio solleva un dibattito complesso sull’ambiguità dell’atteggiamento adottato dal governo italiano nei confronti del conflitto in corso in Medio Oriente. Da un lato, l’Italia accoglie i bambini palestinesi per dar loro cure mediche, dall’altro, ospita i soldati dell’IDF, responsabili del genocidio della popolazione palestinese e di operazioni militari che hanno suscitato la condanna internazionale. “Soldati israeliani nel nostro paese? È una vergogna che le autorità non ci abbiano informati”, è il commento di uno dei residenti. Ma c’è anche chi manifesta empatia verso i giovani militari che, pur essendo protagonisti di una tragedia umanitaria, mostrano i segni visibili della sofferenza psicologica.

Condividi l'articolo su

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *