La FIFA sta valutando di sanzionare l’Argentina per lo striscione sulle Malvinas

Durante i festeggiamenti per il successo dell’Argentina nella partita disputata giovedì contro l’Inghilterra, un episodio passato quasi inosservato potrebbe avere conseguenze anche sul piano disciplinare. Al termine dell’incontro, alcuni calciatori dell’Albiceleste hanno infatti esposto uno striscione con la scritta Las Malvinas son Argentinas (Le Malvinas sono argentine), un messaggio dal forte significato politico che richiama la storica disputa tra Argentina e Regno Unito sulla sovranità delle Isole Falkland.

Le immagini diffuse dalle emittenti televisive mostrano il centrocampista Giovani Lo Celso e il difensore Lisandro Martínez mentre sorreggono lo striscione. Poco dopo, il drappo è stato ripiegato e successivamente riaperto per alcuni istanti sul terreno di gioco. Non è stato possibile accertare con precisione l’origine dello striscione, ma le riprese evidenziano che si trovava tra i tifosi argentini presenti sugli spalti al termine della gara.

Il significato politico dello striscione

Il messaggio richiama una delle questioni più controverse della politica estera argentina. Le Isole Falkland, chiamate Malvinas in Argentina, sono un territorio d’oltremare del Regno Unito, situato nell’Atlantico meridionale, a circa 300 miglia dalla costa meridionale del Sud America, e la cui sovranità è contesa da Buenos Aires da oltre due secoli. Le tensioni tra i due Paesi affondano le proprie radici tra il XVIII e il XIX secolo, ma raggiunsero il culmine nel 1982 con un conflitto armato per il controllo dell’arcipelago.

La guerra delle Falkland, durato 74 giorni, ebbe inizio con lo sbarco delle forze armate argentine sulle isole e si concluse con la vittoria del Regno Unito. Il bilancio fu particolarmente pesante: secondo le stime ufficiali, persero la vita circa 645 militari argentini e 255 britannici.

La questione della sovranità continua ancora oggi a rappresentare un tema estremamente delicato. Nel referendum del 2013, gli abitanti delle isole si espressero in maniera quasi unanime a favore del mantenimento dello status di territorio britannico d’oltremare. L’Argentina, tuttavia, non ha mai riconosciuto l’esito della consultazione e continua a rivendicare la propria sovranità sull’arcipelago. Nel 2024, il presidente argentino, Javier Milei, ha ribadito questa posizione, affermando di avere una «chiara tabella di marcia», affinché le Malvinas «tornino in mani argentine».

I due calciatori verranno squalificati?

Proprio questo contesto storico e politico ha attirato l’attenzione della FIFA. Il regolamento della federazione internazionale vieta infatti l’esposizione di messaggi politici durante le competizioni ufficiali. In particolare, la sezione 3.1.24 del Codice di condotta per gli stadi della Coppa del Mondo proibisce l’introduzione e l’esibizione di striscioni dal contenuto politico, offensivo o discriminatorio. Anche la Regola 4 delle Regole del Gioco stabilisce il divieto di messaggi di natura politica.

Sulla vicenda è intervenuto anche il ministro britannico del Commercio, Peter Kyle, che in un’intervista rilasciata alla BBC ha definito lo striscione «del tutto inappropriato», auspicando che la FIFA apra un’indagine approfondita per valutare l’accaduto. Al momento non è possibile stabilire se la federazione deciderà di adottare provvedimenti nei confronti dei calciatori o della federazione argentina. Tuttavia, esistono precedenti significativi.

I precedenti

Nel 2012 il centrocampista sudcoreano Park Jong-woo fu squalificato dalla FIFA per aver esposto, al termine della finale per la medaglia di bronzo del torneo olimpico contro il Giappone, uno striscione con la scritta “Dokdo è territorio nostro”, riferita alla disputa territoriale tra Corea del Sud e Giappone.

Più recentemente, anche la UEFA è intervenuta in una vicenda analoga. Dopo i festeggiamenti per la vittoria della Spagna agli Europei del 2024, Rodri e Álvaro Morata furono squalificati per una partita per aver intonato lo slogan “Gibilterra è spagnola”, considerato anch’esso un messaggio a sfondo politico.

Alla luce di questi precedenti, resta ora da capire se anche il caso dello striscione esposto dai giocatori dell’Argentina porterà all’apertura di un procedimento disciplinare e a eventuali sanzioni da parte della FIFA.

Condividi l'articolo su

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *