Dopo aver attaccato i sistemi di refrigerazione commerciale e aver preso di mira portali istituzionali, ministeri, banche (come Intesa Sanpaolo), aeroporti e aziende di trasporti con attacchi di tipo DDoS, il gruppo NoName057 torna a bussare alle porte italiane, questa volta puntando il dito contro il ministro degli esteri Antonio Tajani.
I dati del Ministro sarebbero stati pubblicati sul dark web assieme a quelli dei propri familiari.
“Vogliono condizionare il voto, non mi lascerò intimidire” – dichiara il vicepremier ai microfoni dei giornalisti.
La guerra contro la Russia sta alzando il livello
Non si tratta di attacchi militari, su terra o via mare, ma di attacchi informatici che pesano all’economia di una nazione allo stesso modo. L’organizzazione di hacker filorussa NoName057 è nota per le capacità informatiche di insediarsi nei siti governativi e riuscire ad estrapolare dati sensibili da rivendere sul dark web. E mentre il Ministro Tajani si domanda come sia possibile che le persone conoscano questo volto del web, conferma che l’argomento sarà discusso nell’imminente G7 esteri.
Premier Meloni: “piena solidarietà nei confronti del Ministro Tajani e grande preoccupazione per le attività dei criminali informatici filorussi”.
Cos’è NoName057 e che strategia c’è dietro?
NoName057(16) è un collettivo di hacker attivisti filorussi nato a marzo 2022, in concomitanza con l’inizio dell’invasione russa in Ucraina. Il gruppo agisce con una chiara motivazione geopolitica, prendendo di mira i paesi della NATO e dell’Unione Europea, inclusa l’Italia, per colpirli a causa del loro supporto all’Ucraina.
La loro strategia si basa principalmente sugli attacchi di tipo DDoS, che servono a sovraccaricare i server di ministeri, banche e aziende di trasporti per renderne i siti web temporaneamente irraggiungibili. Il gruppo sfrutta molto la propaganda attraverso canali Telegram e coordina una rete di volontari digitali chiamata DDOSIA, offrendo ricompense in criptovalute a chi partecipa alle offensive. Di recente, il collettivo ha ampliato il proprio raggio d’azione collaborando con altre sigle criminali per compiere operazioni più complesse, che includono il furto di dati sensibili, il dossieraggio di figure istituzionali e il sabotaggio di infrastrutture commerciali connesse alla rete.
La Russia vuole esercitare pressione politica ed emotiva sull’Occidente
Secondo report dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, attacchi di questo genere si inserirebbero in una strategia russa definita “guerra ibrida” che ha come obiettivo esercitare pressione politica ed emotiva e destabilizzare l’opinione pubblica dei paesi occidentali.
Attraverso il dossieraggio e il blocco dei siti istituzionali, Mosca cerca di minare la fiducia dei cittadini nelle proprie infrastrutture e di alimentare il dibattito interno sul costo politico del sostegno all’Ucraina.