L’attivista pro-democrazia Joshua Wong si è dichiarato colpevole di cospirazione per aver sollecitato sanzioni straniere contro Hong Kong e la Cina. L’ammissione di colpevolezza è arrivata mercoledì, presso l’Alta Corte di Hong Kong, nel quadro di un procedimento avviato ai sensi della Legge sulla Sicurezza Nazionale (NSL), introdotta da Pechino nel 2020.
Wong, 29 anni, si trova già in stato di detenzione per scontare una condanna a quattro anni e otto mesi legata a un precedente processo per sovversione, il cosiddetto “caso dei 47” del 2024, la cui scarcerazione era inizialmente prevista per il mese di gennaio. Il nuovo capo di imputazione prevede pene che possono raggiungere l’ergastolo.
L’impianto accusatorio e la difesa
Secondo le ricostruzioni della procura, Wong avrebbe fatto parte di una rete denominata “Fronte di battaglia internazionale”, attiva nel promuovere pressioni diplomatiche e legislative negli Stati Uniti e in altri Paesi occidentali. L’accusa ha citato incontri avvenuti prima del 2020 con esponenti della politica americana, finalizzati all’adozione di sanzioni contro i funzionari cinesi ed hongkonghesi.
Durante l’udienza di attenuazione della pena, il legale della difesa, Derek Chan, ha ricordato che il suo assistito ha già trascorso in carcere gli ultimi sei anni per diversi reati legati al suo impegno politico. Chan ha chiesto al giudice un dimezzamento della pena massima stimata per il caso, pari a 10 anni, per consentire all’imputato di conservare prospettive per il futuro.
Un portavoce del governo locale ha respinto le contestazioni internazionali inerenti al processo, dichiarando che il diritto alla libertà di espressione non può essere confuso con azioni volte a sollecitare sanzioni contro il proprio Paese.
I precedenti di Wong
Il percorso pubblico di Joshua Wong ha avuto inizio nel 2012, quando guidò le proteste studentesche che portarono al ritiro temporaneo di un piano di educazione civica promosso da Pechino. Nel 2014 è stato tra i protagonisti del Movimento degli Ombrelli, la mobilitazione che bloccò il centro della città per 79 giorni per chiedere riforme elettorali.
Nel 2016 ha co-fondato il partito politico Demosisto, scioltosi nel 2020 a seguito dell’approvazione della Legge sulla Sicurezza Nazionale. Dopo che la sua candidatura alle elezioni locali è stata respinta dalle autorità nel 2020, Wong è stato arrestato nell’ambito delle indagini sulle primarie ufficiose dell’opposizione, considerate dalle autorità un tentativo di paralizzare l’attività di governo.

Il contesto normativo e politico
L’applicazione della Legge sulla Sicurezza Nazionale ha ridefinito il quadro politico della Regione ad Amministrazione Speciale. Descritta dal governo centrale e dall’amministrazione locale come uno strumento necessario per ripristinare l’ordine dopo le estese proteste del 2019, la legge è al centro di valutazioni critiche da parte delle organizzazioni per i diritti umani.
La sentenza definitiva sul nuovo capo d’imputazione a carico di Wong verrà emessa al termine delle valutazioni della Corte.