Nella notte fra mercoledì e giovedì, la Russia ha lanciato contro la capitale ucraina un attacco con droni e missili, uccidendo almeno 16 persone e ferendone circa 32. Secondo il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, il bilancio dei feriti è già salito a 40. «Al momento, sappiamo che l’attacco russo ha causato la morte di 16 persone a Kiev e di una persona nella regione. Le mie condoglianze a tutte le famiglie e ai cari delle vittime», si legge sul suo account di X.
Il raid russo ha causato anche danni gravi ad alcuni edifici civili, tra i quali case, magazzini e un ospedale pediatrico, situato nella zona occidentale del centro urbano. I soccorritori sono ancora impegnati nelle operazioni di salvataggio, nel tentativo di recuperare le persone rimaste intrappolate nelle macerie degli edifici colpiti. È probabile, quindi, che il numero delle vittime aumenti nelle prossime ore.
I danni causati dall’attacco
L’attacco russo è iniziato poco dopo mezzanotte (ora locale) ed è stato seguito, poche ore dopo, da un’intensa serie di esplosioni. «Si è trattato di un attacco di vasta portata», ha detto Zelensky. «I russi hanno combinato diversi tipi di missili balistici, missili da crociera e droni, con l’obiettivo di causare il maggior danno possibile alle infrastrutture civili». Secondo il presidente ucraino, la varietà di missili e la ferocia dell’attacco dimostrerebbero che la Russia ha premeditato l’attacco da molto tempo.
Il sindaco di Kiev, Vitaliy Klitschko, ha diffuso, nel corso della notte e della prima mattina, diversi aggiornamenti sulle conseguenze dell’attacco. Nel distretto di Solomyansky, i piani superiori di un edificio residenziale di nove piani sono crollati e hanno preso fuoco. Si sono registrati, inoltre, danni a una scuola e a un ospedale pediatrico. Alcune zone dei quartieri di Sviatoshynsky e Solomyansky sono rimaste senza elettricità. Nel distretto di Darnytsky, invece, sono stati distrutti edifici non residenziali e alcuni magazzini.
Anche le regioni di Odessa e Chernihiv sono state colpite. «Nella regione di Odessa», ha riferito ancora Zelensky, «il nemico ha effettuato un attacco con droni contro un valico di frontiera con la Moldavia, mentre nella regione di Chernihiv ha preso di mira le infrastrutture del gas». Il sindaco di Kiev ha già disposto il lutto cittadino per la giornata odierna.
La reazione della Polonia e della Romania
L’attacco russo ha immediatamente provocato la reazione degli Stati aderenti alla NATO confinanti con l’Ucraina. Mentre il raid era ancora in corso, la Polonia ha attivato le difese aeree e mobilitato anche alcuni velivoli, per evitare che i droni russi violassero il proprio spazio aereo e sconfinassero.
In Romania, invece, il rilevamento di alcuni bersagli aerei da parte dei sistemi radar ha fatto scattare il decollo di un elicottero dell’aeronautica rumena e di due caccia spagnoli, impegnati nella missione NATO. Il Ministero della Difesa rumeno ha dichiarato anche che un drone è entrato nello spazio aereo rumeno, vicino a Galati, prima di schiantarsi in una zona disabitata, situata nella contea di Tulcea.