Lo scontro a distanza tra Papa Leone XIV e Donald Trump non ha lasciato indifferente Padre James Martin, un attento osservatore statunitensi, tra i più noti gesuiti, che nei giorni scorsi ha dichiarato: “Le parole di Donald Trump contro il Pontefice rappresentano il suo essere meschino e lontano dalla Chiesa”.
Intanto il Papa risponde alle parole del Presidente americano con il rifiuto della guerra e l’ennesima richiesta di porre fine alla sofferenza delle persone, sottolineando il suo interesse nei confronti della situazione in Medio Oriente e in tanti altri Paesi nel mondo che, a causa dei conflitti, si sopravvive a stento. “La Chiesa non può e non deve rimanere in silenzio” – dichiara il pontefice.
La tensione è salita ulteriormente una settimana dopo, in occasione delle celebrazioni per la Passione di Gesù in piazza San Pietro. In quel momento Leone XIV ha detto che Gesù “non si è armato, non si è difeso, non ha combattuto nessuna guerra.
Donald Trump: “Questa guerra servirà a portare la pace in tutto il Medio Oriente”
Sarebbe questa, secondo il Presidente Trump, la giustificazione del conflitto che interessa il Medio Oriente, rappresentando quasi un fine che renderebbe il tutto accettabile. “Io preferisco ricordare quello che aveva detto Papa Giovanni Paolo II, ovvero che in guerra non esistono vittorie in quanto è sempre una sconfitta per l’umanità” – risponde Padre James Martin, ricordando che un attacco al Papa è un attacco alla Chiesa.