Memoria di ferro,cuore di ruggine: l’abbandono delle sculture di Mimmo Santacroce

Santacroce Giovanni, San Nicola la Strada – Dovevano essere simboli di identità e memoria collettiva, ma oggi appaiono come relitti dimenticati in un mare di incuria. Le opere del maestro Mimmo Santacroce, donate con generosità al Comune di San Nicola la Strada, giacciono da tempo in uno stato di semi abbandono che interroga la sensibilità culturale delle istituzioni locali.


Al centro del caso ci sono due sculture in ferro saldato che racchiudono storie profondamente diverse, ma unite da un destino di solitudine.

“Il Tagliamonte”: Situata nell’area verde attrezzata di via E. Fermi, quest’opera è un tributo viscerale alla storia del territorio. Il
“Tagliamonte” erano i cavatori, gure mitiche che con fatica estraevano la pietra dalle cave (i “monti”) di San Nicola la Strada. Oggi, quel monumento che dovrebbe celebrare il lavoro e le radici della comunità sembra
mimetizzarsi tra le sterpaglie.

“11 Settembre 2001”: Inaugurata in Piazza Matilde Serao il 6 dicembre 2003, la scultura nasceva come monito contro la violenza globale, un grido di ferro (alto oltre 3 metri) per non dimenticare la tragedia delle Torri Gemelle. A distanza di oltre vent’anni, quel grido appare soffocato dal degrado e dalla mancanza di manutenzione.

Chi è Mimmo Santacroce?

Mimmo Santacroce, artista maddalonese di nascita ma san nicolese d’adozione, ha dedicato la vita ad un’arte che fosse “inno alla vita e canto d’amore”. La sua decisione di donare queste imponenti opere in ferro alla città era un atto di fiducia verso la pubblica amministrazione, chiamata a farsi custode del bello.

Tuttavia, mentre nuove installazioni vengono accolte con cerimonie e cataloghi, le “vecchie” donazioni del Maestro Mimmo Santacroce sembrano scivolate in un cono d’ombra. La ruggine, se per il ferro può essere un segno del tempo, qui diventa il simbolo di una memoria che si sta sgretolando per assenza di cure.

“Non basta possedere l’arte; occorre abitarla, illuminarla e, soprattutto proteggerla dagli agenti atmosferici e dal disinteresse. Restituire dignità al Tagliamonte e all’11 Settembre significherebbe onorare non solo il lavoro di un Maestro stimato dalla critica nazionale, ma anche la storia stessa di San Nicola la strada.“

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