In occasione del quarto anniversario della guerra in Ucraina
Quattro anni di guerra in Ucraina bloccano il futuro del Paese, azzerano prospettive future e progetti per i giovani. Ed è proprio nel quarto anniversario dell’inizio del conflitto in Ucraina che CESVI porta al Teatro Carcano di Milano l’installazione “RESTO”, un’esperienza immersiva che racconta l’emergenza di ordigni inesplosi e mine nel Paese. Apertura gratuita al pubblico sabato 28 febbraio dalle 11 alle 15.
Guerra in Ucraina
Nel Paese c’è una minaccia invisibile che colpisce civili, bambini e agricoltori, limitando fortemente la vita quotidiana. È questo l’allarme lanciato da United Nations – Ucraine (https://reliefweb.int/report/ukraine/ukraine-protection-civilians-armed-conflict-october-2025). «Dal 2022 si sono registrati 467 morti e più di mille feriti a causa dello scoppio di mine e residui bellici, in un contesto in cui circa 137mila chilometri quadrati di territorio risultano ancora contaminati – una superficie più grande dell’intero territorio della Grecia – in particolare nelle zone orientali del Paese. Oggi oltre 5,4 milioni di persone hanno bisogno di interventi di sminamento e di attività di sensibilizzazione sui rischi rappresentati dagli ordigni esplosivi: l’84% degli sfollati interni indica la contaminazione da mine come la principale preoccupazione durante l’evacuazione o la permanenza in aree occupate. A quattro anni dall’inizio della guerra il bilancio è drammatico. Sono 12,7 milioni gli ucraini che necessitano di supporto umanitario, inclusi oltre 2 milioni di bambini. Dall’inizio del conflitto su larga scala nel Paese si contano oltre 55.000 vittime (di cui 14.999 morti), quasi 40 persone uccise o ferite al giorno. Una delle conseguenze più devastanti della guerra in corso, anche se meno visibile, sono proprio mine e ordigni inesplosi. A questa emergenza CESVI fornisce una risposta attraverso il progetto SAFE STEPS, finanziato dal Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale (MAECI) attraverso l’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (AICS) e realizzato in partnership con MAG (Mines Advisory Group) e UDA (Ukrainian Deminers Association): un’azione umanitaria per il ritorno sicuro delle popolazioni nelle aree colpite dal conflitto nell’oblast di Kharkiv, una delle zone più contaminate da mine e ordigni inesplosi».

Installazione “RESTO”
“RESTO” è l’installazione esperienziale che CESVI promuove, in collaborazione con il Teatro Carcano di Milano che la ospiterà fino al 1° marzo 2026. La parola “RESTO” racchiude il significato simbolico dell’iniziativa: rimanere, resistere, opporsi. RESTO come voce del verbo restare: rimanere come atto di difesa, scelta consapevole e non passiva. Restare per proteggere, per opporsi alla sopraffazione, affermando la presenza e la dignità delle persone anche nei contesti segnati dal conflitto. Il progetto propone due installazioni interattive, “AURIS” e “NIMBUS”, che utilizzano dispositivi tattili e sonori per evocare esperienze di ascolto e comunicazione senza parole. L’installazione AURIS è composta da piccoli tappeti su cui sono poggiate delle mine antiuomo, ognuna con un nome, una voce e una storia da raccontare. L’opera invita il pubblico ad ascoltare e a fermarsi, creando un’esperienza sensoriale che stimola la riflessione su una realtà ancora drammaticamente presente nella quotidianità di milioni di persone. NIMBUS invece entra in contatto con i visitatori attraverso caschi militari, dotati di elementi luminosi e di una particolare tipologia di “nimbo”. Ogni casco, interagendo con il portatore, amplifica la comunicazione visiva, creando una connessione emotiva e fisica con il pubblico. RESTO sarà aperta a tutto il pubblico, gratuitamente, sabato 28 febbraio dalle ore 11 alle ore 15. È consigliata la prenotazione al seguente link: https://www.eventbrite.it/e/resto-uninstallazione-per-lucraina-tickets-1983073371838?aff=oddtdtcreator
La presenza di CESVI
Cesvi è attiva in Ucraina con interventi umanitari integrati, dapprima per fornire aiuto umanitario di emergenza, poi attraverso interventi di protezione dell’infanzia e delle categorie vulnerabili, e di supporto psicologico. CESVI si è occupata di ricostruzione e riabilitazione di edifici scolastici e di costruzione di rifugi antiaerei oltre che di supportare il sistema sanitario fornendo medicinali, attrezzature, autoambulanze e dislocando cliniche mobili nelle zone del fronte. In questi anni CESVI ha supportato 180.000 persone. Gli interventi oggi si concentrano in particolare negli oblast di Kharkiv e Sumy. In un contesto in cui 1 persona su 3 necessita di supporto per sopravvivere, l’organizzazione opera per rafforzare la protezione della popolazione civile e promuovere attività di educazione al rischio da mine e ordigni inesplosi. Inoltre, attraverso unità psicosociali mobili, attività comunitarie e il lavoro con partner locali, CESVI contribuisce a migliorare l’accesso ai servizi essenziali e a creare le condizioni per un ritorno sicuro delle comunità nelle aree liberate. Complessivamente nell’area CESVI raggiunge oltre 20mila persone – tra cui donne, bambini, sfollati interni, giovani, anziani e persone con disabilità – con servizi salvavita, sostegno psicologico, protezione e attività di prevenzione dei rischi.
Francesco Fravolini