Inclusyon, Head Hunter specializzato nel recruiting di personale qualificato appartenente alle categorie protette, e la sportiva paralimpica Giulia Ghiretti hanno realizzato un confronto sul tema dell’inclusione, attraverso il dialogo tra sport e mondo del lavoro, leadership e valorizzazione delle differenze. E questo dibattito è avvenuto mediante la rubrica “Parole Inclusive”, sviluppata nel corso del 2025. Ma scendiamo nel dettaglio.
Parole Inclusive
È stato uno spazio di confronto in cui lavoro, sport, leadership e futuro si sono intrecciati, evidenziando come l’inclusione non possa rimanere un’iniziativa separata, ma debba essere il presupposto su cui le aziende costruiscono identità, relazioni e valore nel tempo. Il percorso ha messo in luce diversi aspetti: dalla necessità di creare ambienti in cui ogni persona possa esprimere il proprio valore, al ruolo dello sport come modello naturale di gestione delle differenze, fino al contributo distintivo che le persone con disabilità portano in termini di problem solving, resilienza ed empatia. Ed è proprio mediante il racconto della propria esperienza tra sport agonistico e formazione universitaria che la sportiva Ghiretti ha potuto offrire una riflessione ampia sul cambiamento necessario nella società e nelle organizzazioni. Una prospettiva che, applicata al mondo del lavoro, sottolinea l’importanza di creare ambienti capaci di ascoltare, adattarsi e valorizzare le unicità.
Analisi sociale: inclusione delle persone con disabilità
Secondo le recenti rilevazioni del Rapporto CNEL, basate su dati ISTAT, «nel 2023 solo il 33% delle persone con disabilità gravi e il 57% di quelle con disabilità non gravi risultavano occupate, rispetto al 62% della popolazione senza disabilità. Il tasso di disoccupazione, inoltre, rimane più elevato tra le persone con disabilità (16,6% per le disabilità gravi e 14,4% per le non gravi, contro il 12% generale), mentre il fenomeno dei ritiri anticipati dal lavoro riguarda in misura maggiore le persone con disabilità grave (il 5,7% rispetto al 2,3% dei lavoratori senza limitazioni)». Sono proprio questi dati a delineare una realtà complessa, dove l’accesso e la permanenza nel mercato del lavoro per le persone con disabilità presentano ancora significative criticità. È un contesto che richiama l’attenzione sull’importanza di interventi strutturati, capaci di accompagnare le imprese e i lavoratori lungo percorsi di inserimento e continuità occupazionale.
Con Andrea Torresan, Executive Director di Inclusyon, vogliamo approfondire la tematica del lavoro per conoscere le nuove frontiere del futuro della società e dell’economia.
Quale sarà la sfida da adottare dalle aziende nei prossimi anni?
«La sfida principale per le aziende sarà passare da una gestione dell’inclusione prevalentemente normativa a una visione realmente integrata nei processi organizzativi. Non si tratta solo di inserire persone appartenenti alle categorie protette, ma di creare contesti in cui queste persone possano restare, crescere e contribuire nel tempo. Questo richiede maggiore attenzione nella progettazione dei ruoli, nei processi di selezione e nella formazione dei manager. È una sfida complessa, perché implica un cambio di mentalità più che di strumenti, ma è anche una grande opportunità per rendere le organizzazioni più solide, resilienti e capaci di affrontare mercati sempre più articolati».
Che ruolo assume l’etica dei responsabili delle risorse umane?
«Nel contesto attuale, il ruolo dei responsabili delle risorse umane si misura sempre più nella capacità di assumersi responsabilità concrete nelle scelte che incidono sulle persone e sull’organizzazione. Ci riferiamo a una leadership quotidiana: saper ascoltare, leggere le differenze, adattare i modelli di lavoro e costruire contesti in cui le competenze possano emergere davvero. Per chi si occupa di selezione e inserimento, questo significa andare oltre approcci standardizzati e lavorare sulla qualità dei percorsi nel tempo. Quando gli HR esercitano questo ruolo con consapevolezza, contribuiscono a rafforzare l’organizzazione, migliorando la qualità del lavoro, la tenuta dei team e la sostenibilità delle scelte nel medio-lungo periodo».
Si parla molto di innovazione in questo momento storico. Scommettere sull’inclusione in che modo diventa innovazione filosofica di impresa?
«L’inclusione diventa innovazione quando le aziende riconoscono che il valore nasce dalla pluralità di esperienze, competenze e punti di vista presenti al loro interno. Integrare percorsi diversi nei processi decisionali e organizzativi consente di affrontare le sfide in modo più articolato e di sviluppare soluzioni più efficaci. In questo senso, l’inclusione non è un tema aggiuntivo, ma un principio che incide sul modo stesso in cui l’impresa pensa, si organizza ed evolve. È un approccio che incide sulla qualità delle decisioni, sul modo in cui si governa la complessità e sulla capacità dell’impresa di costruire valore nel lungo periodo».
Francesco Fravolini