Giornata Mondiale dell’Infanzia, Cesvi: umanità a rischio. Nell’attuale momento storico ci sono conflitti, cambiamenti climatici e violenza diffusa che rischiano di condannare a morte 30 milioni di bambini nei prossimi 5 anni. Ed è proprio in occasione della Giornata Mondiale dell’Infanzia che Cesvi ricorda il taglio dei finanziamenti: sono a rischio i servizi e i progetti di lotta alla fame e alla malnutrizione di cui beneficiano oltre 14 milioni di minori. Non solo. Possono restare senza assistenza 2,3 milioni di bambini affetti da deperimento acuto e causare fino a 369mila decessi infantili in più, oltre mille al giorno.
La situazione sociale
«Complessivamente sono oltre 500 milioni i minori che vivono in zone colpite da intensi conflitti, di cui 218 milioni nella sola Africa, dove il 32,6% del totale dei bambini risiede in zone colpite da violenza armata. Tra i contesti più drammatici, il Sudan, il Paese con la più grave crisi umanitaria al Mondo (30,4 milioni di persone, più di 3 sudanesi su 5, con bisogni umanitari urgenti), dove la guerra ha stravolto la vita di 24 milioni di bambini esponendoli anche ad uccisioni, mutilazioni, rapimenti, violenze sessuale e reclutamento da parte di gruppi armati e dove più di 12 milioni di persone sono a rischio di violenza di genere e abusi. Nel Paese, grazie al sostegno della Cooperazione Italiana, CESVI ha avviato un progetto dedicato alla protezione delle donne, dei bambini e dei sopravvissuti alla violenza di genere e sta realizzando spazi sicuri (Protection Safe Corners) all’interno dei centri di salute, dove le persone più vulnerabili possono ricevere assistenza psicologica e supporto legale in un ambiente protetto, riservato e dignitoso. In questi spazi, gestiti da psicologi e operatori specializzati, vengono forniti servizi di assistenza sociale per le vittime, supporto psicosociale, sostegno economico e distribuzione di kit per l’igiene e la dignità femminile».

Case del Sorriso
Nell’ultimo anno CESVI ha sostenuto oltre un milione di bambini in 28 Paesi del mondo, anche attraverso il programma dedicato all’infanzia “Case del Sorriso”, che garantisce spazi sicuri e protetti, distribuzione di pasti, sostegno alle attività scolastiche e formative, opportunità ricreative, cure mediche e igiene personale ai minori in difficoltà in Brasile, ad Haiti, in India, Sudafrica, Perù e Zimbabwe e progetti a favore dell’infanzia in zone colpite da gravi emergenze umanitarie innescate da conflitti, dove l’organizzazione fornisce, in affiancamento agli interventi di risposta all’emergenza, attività per i bambini, di tipo educativo e ricreative, supporto psicosociale e accesso ai servizi igienico-sanitari. Le Case del Sorriso sono presenti anche in Italia, per contrastare la crescente povertà e la conseguente maggior esposizione al rischio di maltrattamento infantile, in contesti molto complessi, segnati da fragilità economica e socioculturale, criminalità minorile, dispersione scolastica e carenza di spazi educativi e di aggregazione.
Le case del Sorriso in Italia
Le strutture che offrono attività di sostegno psicologico, ascolto, supporto alla genitorialità, laboratori sportivi, psicomotori, artistico-espressivi e proposte educative si trovano a Napoli (quartiere di San Pietro a Patierno), a Bari (quartiere San Paolo) e a Siracusa (vicino al quartiere periferico di Mazzarona), tutti territori particolarmente esposti al rischio di maltrattamento infantile.
Come sostenere il Programma
CESVI ha lanciato una campagna con numerazione solidale attiva sino al 14 dicembre 2025: si può donare al 45582 con SMS o chiamata da rete fissa.
Francesco Fravolini