Gaza, oltre 69.000 morti: mandato d’arresto per Netanyahu

La tragedia della guerra a Gaza continua a generare vittime, con il bilancio delle morti che ha superato i 69.000, secondo quanto riferito dall’agenzia palestinese Wafa. I dati provengono dalle autorità di Hamas, che hanno recuperato numerosi corpi sotto le macerie dopo il cessate il fuoco.

Oltre a un numero impressionante di morti, che include anche 241 palestinesi uccisi e 614 feriti dal 10 ottobre, il conflitto ha causato circa 170.685 feriti, lasciando una scia di devastazione in tutta la Striscia.

La decisione della Turchia

Nel frattempo, la giustizia turca ha preso una posizione decisa, emettendo mandati di arresto per “genocidio” contro il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e altri alti funzionari israeliani. Tra i mandati, figurano anche quelli contro il ministro della Difesa Israel Katz e il ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben Gvir.

Secondo quanto riportato dalla procura generale di Istanbul, i mandati di arresto riguardano in totale 37 sospetti, ma non è stato fornito un elenco completo dei nomi coinvolti.

Il conflitto tra Israele e Gaza ha visto un’escalation drammatica dal 7 ottobre, quando gruppi islamisti palestinesi hanno lanciato un’offensiva su larga scala. Quell’attacco ha causato la morte di numerosi israeliani, tra cui Lior Rudaeff, un israeliano-argentino di 61 anni ucciso mentre cercava di difendere il kibbutz di Nir Yitzhak, insieme ad altri residenti.

La restituzione dei suoi resti da parte dei gruppi palestinesi ha segnato un momento simbolico di riconciliazione, ma la violenza resta ancora palpabile.

Mentre la comunità internazionale continua a fare appelli per un cessate il fuoco, la situazione rimane critica e la sofferenza dei civili continua a crescere senza sosta.

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