Tra la notte di martedì 9 e la mattina di mercoledì 10 settembre, la Polonia ha abbattuto diversi droni non identificati, presumibilmente russi, in quella che molti leader europei hanno definito una “provocazione deliberata” da parte di Mosca. È la prima volta dall’inizio della guerra in Ucraina che un Paese membro della NATO interviene militarmente in risposta a una minaccia aerea attribuita alla Russia.
L’intervento degli F-16 polacchi
Il primo drone è stato individuato alle 23:30 di martedì. Da quel momento, in un arco temporale di circa sette ore, 19 oggetti volanti hanno violato lo spazio aereo polacco. Aerei da combattimento F-16 polacchi, F-35 olandesi, velivoli da sorveglianza AWACS italiani e aerei cisterna della NATO sono stati coinvolti nell’operazione di intercettazione. Il ministro degli Esteri polacco, Radek Sikorski, ha ringraziato pubblicamente il governo dei Paesi Bassi per la “magnifica prestazione dei piloti”.
Secondo le autorità polacche, solo i droni ritenuti pericolosi sono stati abbattuti. Uno di essi si è schiantato contro un’abitazione nel villaggio di Wyryki-Wola, nella Polonia orientale. L’edificio, di proprietà del pensionato Tomasz Wesolowski, è stato gravemente danneggiato. “La casa dovrà essere demolita”, ha riferito l’uomo alla Reuters, mentre raccontava che, al momento dell’impatto, si trovava al piano di sotto, intento a seguire le notizie sull’incursione.

Per precauzione, le autorità hanno invitato i cittadini di tre regioni orientali a rimanere in casa. Diversi aeroporti sono stati temporaneamente chiusi, tra cui quello di Rzeszow, il principale punto di accesso per gli aiuti militari occidentali diretti in Ucraina.
L’attivazione dell’articolo 4 del Trattato Nord Atlantico
Il primo ministro polacco, Donald Tusk, ha definito il presunto attacco “la provocazione su più vasta scala dall’inizio della guerra in Ucraina” e “il momento più vicino a un conflitto aperto dalla Seconda guerra mondiale”. Allo stesso tempo, però, ha precisato: “Non abbiamo alcuna ragione di credere che siamo sull’orlo di una guerra”.

In risposta all’incidente, Tusk ha convocato una riunione d’urgenza del Consiglio di Sicurezza dell’ONU e ha avviato consultazioni con gli alleati della NATO ai sensi dell’articolo 4 del Trattato Nord Atlantico, che permette a un Paese membro di richiedere colloqui urgenti in caso di minaccia alla propria sicurezza. È la settima volta che questo articolo viene invocato dal 1949. L’ultima era avvenuta nel febbraio del 2022, all’indomani dell’invasione russa dell’Ucraina.
Non è stato attivato l’articolo 5, che prevede la difesa collettiva in caso di attacco armato a un membro dell’Alleanza.
Mosca nega le accuse
La Russia ha respinto ogni responsabilità, sostenendo che i droni provenivano dall’Ucraina. Il Ministero della Difesa russo ha ammesso di aver condotto un attacco massiccio contro obiettivi militari in Ucraina occidentale, ma ha negato qualsiasi intenzione di colpire la Polonia.
Andrey Ordash, un diplomatico russo in servizio a Varsavia, sostiene che le accuse siano “infondate” e che la Polonia non abbia fornito prove concrete che dimostrino l’origine russa dei droni. Il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, ha evitato commenti diretti l’incidente, ma ha accusato la NATO e l’Unione Europea di “dare sempre la colpa alla Russia”.

È stato un errore di calcolo o un attacco deliberato?
Secondo fonti militari polacche, alcuni droni avevano rotte dirette verso l’aeroporto di Rzeszow, il che lascerebbe intendere un attacco intenzionale. Parte dell’operazione sarebbe stata condotta con droni Gerbera a lungo raggio, di fabbricazione russa, assemblati a partire da kit tecnologici forniti dall’azienda cinese Skywalker Technology.
Questi droni sarebbero stati modificati con serbatoi di carburante aggiuntivi, montati nella sezione frontale, aumentando significativamente la loro autonomia di volo. Questi serbatoi, leggeri e pieghevoli, sono progettati per resistere a vibrazioni e urti, rendendoli adatti per missioni di lunga durata. In condizioni standard, un drone Gerbera può volare per circa 700 km, ma le modifiche ne hanno esteso l’autonomia fino a raggiungere il territorio polacco.

Secondo l’aeronautica militare ucraina, in uno dei raid russi più recenti sarebbero stati lanciati ben 415 droni, di cui almeno otto sono stati avvistati mentre attraversavano il confine con la Polonia. Alcuni di questi sarebbero passati attraverso la Bielorussia, storico alleato di Mosca. Secondo Wiesław Kukuła, Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate polacche, Minsk avrebbe avvisato preventivamente la Polonia dell’arrivo imminente dei droni. Un generale bielorusso ha parlato di un errore tecnico, causato dalle interferenze di guerra elettronica. L’ipotesi sarebbe legata alle esercitazioni militari congiunte russo-bielorusse, previste per venerdì, che hanno portato a un notevole dispiegamento di truppe nella regione.

In ogni caso, non è la prima volta che la Polonia denuncia violazioni del proprio spazio aereo. Nel 2022, un missile (probabilmente ucraino) cadde in territorio polacco, uccidendo due civili. Nel marzo 2025, un missile russo sorvolò brevemente la Polonia. Nell’agosto scorso, un drone esplose in un campo di mais nell’est del Paese. Ma stavolta, sottolineano le autorità polacche, la quantità dei droni, la loro provenienza bielorussa e la traiettoria verso obiettivi strategici rappresentano un salto di qualità inquietante.
La risposta della comunità internazionale
La comunità internazionale ha reagito duramente. I leader di Francia, Germania, Regno Unito, Canada e altri Paesi della NATO hanno accusato la Russia di aver compiuto un’azione “sconsiderata” e hanno chiesto una risposta collettiva. Il ministro della Difesa tedesco, Boris Pistorius, è stato esplicito: “I droni sono stati deliberatamente indirizzati verso la Polonia. Non si è trattato di un errore di rotta”. Slovenia, Danimarca, Grecia, Francia e Regno Unito hanno richiesto una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, fissata per venerdì.
La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha invocato nuove sanzioni contro la Russia, in particolare contro la “flotta ombra”, che trasporta il petrolio russo verso Paesi terzi. La portavoce dell’Unione Europea per gli Affari Esteri, Kaja Kallas, ha parlato di “una chiara escalation”, aggiungendo: “Putin ci sta mettendo alla prova. Serve una risposta forte”.

Nel frattempo, la Repubblica Ceca ha annunciato l’invio di tre elicotteri Mi-171S in Polonia per rafforzare la difesa contro i droni a bassa quota.
Il messaggio di Trump
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, recentemente tornato al centro del dibattito internazionale, ha commentato l’accaduto su X: “Perché la Russia viola lo spazio aereo polacco con i droni? Eccoci qui!”.
Poche ore dopo, Trump ha avuto una conversazione telefonica con il presidente polacco, Karol Nawrocki, suo alleato politico. Nawrocki, che era stato ricevuto alla Casa Bianca la settimana precedente, ha affermato: “I colloqui di oggi hanno riaffermato la nostra unità”.

Trump ha inoltre annunciato di essere pronto a passare a una nuova fase di sanzioni contro la Russia, dopo mesi di trattative su un accordo di pace.
Verso una difesa aerea congiunta europea?
Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, dopo aver parlato con Tusk e con altri leader europei, ha dichiarato che l’incidente dimostra la necessità di costruire una difesa aerea congiunta europea. “L’Europa deve rendersi conto che nessun Paese è al sicuro finché l’aggressione russa continuerà”, ha detto. Ha definito l’incursione “un precedente estremamente pericoloso” e ha messo in guardia l’Occidente: “Se non ci sarà una risposta forte, questa sarà solo la prima di una lunga serie di provocazioni”.
Secondo analisti militari, l’attacco potrebbe essere stato un tentativo da parte della Russia di testare la reattività e l’efficacia dei sistemi di difesa della NATO. “Non è l’inizio della Terza guerra mondiale”, ha assicurato Riki Ellison, esperto di difesa missilistica, “ma segnala un’evoluzione della strategia russa e funge da campanello d’allarme sulle nostre vulnerabilità”.
Anche Mark Lyall Grant, ex consigliere per la sicurezza nazionale del Regno Unito, ha parlato di “una chiara escalation”, pur specificando che al momento non ci sono prove sufficienti per parlare di un attacco diretto alla NATO.
La guerra in Ucraina prosegue senza sosta
L’incidente avviene nel contesto più ampio della guerra in Ucraina. Solo tre giorni prima, Mosca aveva lanciato il più grande attacco aereo contro l’Ucraina dall’inizio della guerra: 415 droni (inclusi kamikaze e droni esca), 42 missili da crociera e 1 missile balistico sono stati lanciati nella notte tra martedì e mercoledì.
Secondo l’aeronautica ucraina, 386 droni e 27 missili da crociera sono stati intercettati. Gli altri hanno colpito infrastrutture civili, causando una vittima e cinque feriti. Nel frattempo, la Russia ha dichiarato di aver distrutto 122 droni ucraini lanciati verso la Crimea e altre regioni russe.