Sudan, preoccupa l’allarme acqua nel Paese

Sudan, preoccupa l’allarme acqua nel Paese registrata a luglio 2025. «L’85% della popolazione sfollata a El Fasher (Sudan, Nord Darfur) non ha accesso a beni e servizi essenziali; nella città restano attive solo tre fonti di approvvigionamento idrico: il 97% della popolazione è al di sotto degli standard minimi di accesso all’acqua». È questa la situazione sociale denunciata dall’organizzazione umanitaria italiana COOPI, Cooperazione Internazionale, attiva in Sudan da oltre 20 anni. È sempre COOPI ad avviare un intervento per fornire acqua potabile e servizi igienico-sanitari a migliaia di sfollati. El Fasher, città già sotto assedio da quasi un anno e colpita da bombardamenti continui, in seguito all’attacco dello scorso aprile ai danni del campo per sfollati interni di Zamzam, ha registrato un forte peggioramento della situazione umanitaria.  

Situazione sociale nel Sudan

Dal 2023 nel Sudan c’è una grave crisi umanitaria nella quale più di 12 milioni di persone sono state costrette a lasciare le proprie case, diventando sfollate interne oppure rifugiandosi in Paesi confinanti: Ciad, Sud Sudan ed Egitto. La situazione peggiora maggiormente nell’aprile 2025 con l’attacco al campo sfollati di Zamzam, uno dei più grandi del Nord Darfur. A seguito di questo attacco oltre 500mila persone sono costrette a fuggire verso El Fasher.

L’impegno di COOPI

COOPI, Cooperazione Internazionale ha avviato un intervento umanitario d’urgenza dal titolo “Provision of Life Saving assistance for IDPs in emergency in El Fasher locality, North Darfur region”, con il sostegno del Sudan Humanitarian Fund di OCHA, garantendo il trasporto di acqua potabile, il monitoraggio della qualità dell’acqua, la distribuzione di contenitori e kit di emergenza e la costruzione di latrine, contribuendo a ridurre i rischi sanitari per la popolazione colpita, senza dimenticare di garantire standard igienici di base. Conviene ricordare che dal 2004, COOPI è attiva in Sudan e nel Nord Darfur per sostenere le comunità vulnerabili, attraverso un approccio multisettoriale al fine di migliorare l’accesso a servizi essenziali come rifugi, sicurezza alimentare e mezzi di sussistenza, acqua, igiene e riduzione del rischio di disastri. Dallo scoppio della guerra civile nell’aprile 2023, l’organizzazione ha intensificato i propri sforzi umanitari, ampliando la presenza sul territorio e rafforzando la risposta d’emergenza per far fronte ai bisogni urgenti delle popolazioni colpite. Negli ultimi vent’anni in particolare COOPI ha realizzato 129 progetti raggiungendo oltre 4 milioni di beneficiari. Attualmente COOPI è attiva in Sudan principalmente nei settori sicurezza alimentare, acqua e igiene e riduzione dei rischi e preparazione ai disastri.

Francesco Fravolini

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