Quante sono le guerre attive nel mondo in questo momento? E quanti sono i bambini che, invece di crescere come tutti gli altri, impugnano A-K47?
Ma soprattutto, quante sono le persone che si pongono queste domande al giorno d’oggi?
Sono state queste le domande che mi sono sempre posto e, per quanto mi sia sforzato per anni, non sono mai riuscito a trovare una risposta.
56, è il numero degli scontri armati attualmente nel mondo, che coinvolgono più di 92 Paesi. Il numero più alto dalla Seconda Guerra Mondiale.
Nel 2023 sono stati più di 11.000 i bambini che nel corso di queste sono stati uccisi o mutilati, o ancora peggio, portati a combattere.
Ma cosa diversifica le guerre di oggi con quelle dello scorso secolo?
La consapevolezza. In un’epoca contemporanea in cui tutto è alla portata di mano (o di un click) e le notizie corrono più velocemente, ciò che cambia è l’impatto e l’accesso a notizie in merito a questi conflitti.
Negli anni ‘40 – ‘50 le uniche fonti che trasmettevano notizie sugli scontro militari nel mondo, erano le radio, per cui tra gli abitanti di uno Stato c’era molta ignoranza e pochissima consapevolezza.
Se fossimo davvero interessati da ciò che ci circonda, uscendo dalla nostra comfort zone, capiremmo che stiamo vivendo un periodo di estrema difficoltà economica, di incertezze politiche e commerciali.
Nel 2025 vivono minacce che spaventano l’Europa e il mondo intero
Quello Israelo – iraniano è soltanto uno dei tanti conflitti che sembra minacciare e spaventare il mondo intero. “Uno scontro armato è certamente meglio di un attacco atomico” – sostiene il Presidente Trump alle domande dei giornalisti presenti nella stanza ovale lo scorso pomeriggio.

Parole che lasciano trasparire l’incertezza di un piano già pronto, che prevederebbe l’entrata in guerra degli Stati Uniti.
Seppur remota, la possibilità che Trump attacchi l’Iran sarebbe rallentata da un’insicurezza interna che il governo statunitense ha sostenuto dopo i vari diverbi tra i vertici.
Dalla guerra non c’è mai chi perde e chi vince, ma chi si arricchisce e chi si impoverisce, e in un clima così teso, non resta che citare le idee di Ernest Hemingway : “”Mai pensare che la guerra, non importa quanto necessaria, non importa quanto sia giustificata, non sia un crimine.”